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Favole

Edizioni Di, Castiglione del Lago 1998.

Fanciullo e sognatore Andrea Pazienza lo appare sempre, perché si può riconoscere l’approccio di bimbo anche nei suoi più oscuri viaggi nell’inconscio. Ma “Favole” è davvero l’incursione, colorata e accattivante, in un mondo bambino. Due brevi racconti inventati, ci spiega Vincenzo Mollica in una delle due introduzioni, per un fanciullo appena nato di nome Lorenzo. Sceneggiature esili ma di grande efficacia, sul filo del gioco linguistico da sempre caratteristica della poetica di Andrea. Piccole poesie, si potrebbero infatti definire le storie “A che serve un perepé” e “Il leone Pancrazio”, dove Paz lavora per sottrazione raggiungendo quella semplicità che arriva dritta al cuore dei bimbi. Dello “stupore” con cui Andrea affrontava le esperienza del mondo ci scrive invece la moglie Marina Comandini nella seconda introduzione del volume, ma qui Marina è davvero parte integrante del progetto artistico, perché i colori passati da lei sono parte importante dell’atmosfera dei due racconti. «Colorai con i pennarelli questi bellissimi disegni – scrive sempre Marina a concludere la sua introduzione – ed entrai per la prima volta accompagnata per mano dal suo autore, nell’incredibile mondo di Andrea Pazienza».
Il volume “Favole” esce la prima volta nel 1986 e viene ristampato in più occasioni e da diversi editori.

F.Graziadio