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Stefano Benni

Stefano Benni
Stefano Benni, scrittore, poeta e drammaturgo, è uno degli intellettuali italiani che fin da subito hanno sempre dichiarato la propria ammirazione nei confronti del genio e della persona di Pazienza.
L'autore bolognese ha raccontato in pubblico le qualità di Pazienza in più occasioni e ha portato in scena “Pompeo”, uno dei capolavori più importanti della sua opera.
L'Archivio Pazienza del Cfapaz possiede le riproduzioni di due articoli significativi di Benni, che denotano un affetto speciale per Andrea. L'amicizia non intacca però la lucidità dell'analisi. I due articoli sono datati in due momenti diversi: il periodo immediatamente successivo alla morte dell'autore e il 1997, nove anni dopo.
Il primo, intitolato “Onore a Paz”, è un breve intervento pubblicato sul numero di luglio e agosto de “Il Picchio Rosso”, testata sanseverese. Si tratta di un ricordo doloroso, ma acuto, dell'amico appena scomparso. Il testo è costruito in tre passaggi: autocitazione di apertura, rievocazione aneddotica, morale conclusiva. La vita di Pazienza è stata talmente intensa e significativa che, come vedremo spesso, molti commentatori riescono a proporre azzeccate chiavi di lettura, pur con riferimenti diversi. Per esempio gli aneddoti, praticamente infiniti, che anche nel caso di quelli citati da Benni, testimoniano l'imprevedibilità e la profondità dell'autore. La conclusione è profetica: <<Onore a un piccolo, grande Maestro del disegno e della scrittura moderna italiana. Adesso e tra duecento anni. Scommettiamo?>>
Non sono ancora passati duecento anni, ma già il secondo articolo “Pippo e Caravaggio nella giungla di Paz”, pubblicato sul numero de Il Manifesto del 14 ottobre 1997, offre una prima conferma della profezia: Pazienza non solo non è stato dimenticato, ma è continuamente protagonista di mostre ed eventi, in questo caso la grande personale dedicatagli dal Comune di Bologna presso il Palazzo Re Enzo. Essere recensiti dalla penna fluida ed evocativa di Benni non è da tutti. L'opera di Pazienza è aggettivata con riferimenti ai geni più diversi e disparati: Leonardo, Bosch e... il disneyano Carl Barks! Si preavvisa il lettore anche in merito ai quadri giovanili, straordinaria produzione in grado di convincere anche i più scettici. Alla fine, lo scrittore manifesta il sentimento che in tanti provano. Pazienza manca, e questo fa soffrire, il suo lavoro manca... Ma questa circostanza spinge Benni a dichiare importante questa sensazione di privazione, anzi miracolosa! Pazienza <<...non è solo mettere un mito su una maglietta...>>, ma è anche un corpus artistico e narrativo in grado di parlarci ancora oggi, quasi trentanni dopo la sua scomparsa.

Michele Ginevra
Ultima modifica di Lunedì, 29 Agosto 2016 14:03
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