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Redazione

  • Pubblicato in Monografie

Cannibale

Fandango Libri, Roma 2014 .

Una parte fondamentale della produzione di Paz, da tempo introvabile, apparsa originariamente sulle riviste che tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta hanno fatto la storia del fumetto italiano: alter alter, Cannibale, Frigidaire, Il Male, Tango, Zut e Comic Art.

Poco dopo la prima apparizione di Pentothal, Andrea Pazienza comincia a collaborare con Cannibale, dimostrando nelle storie realizzate sulla rivista di padroneggiare altrettanto bene la satira sociale. Seguono poi Il Male, e Frigidaire, frutti del fervore creativo di una redazione “particolare”, alimentata dall’en ergia di un’intera generazione. Per queste riviste, e per le tante altre con cui Andrea collabora, realizza storie attese in edicola con trepidazione dai lettori, raccolte in albi diventati mitici tra gli aficionados, e ormai da tempo introvabili. Con Cannibale  comincia la raccolta e la riorganizzazione definitiva di questa parte fondamentale dell’opera di Andrea Pazienza. Quello che colpisce particolarmente è la straordinaria capacità di cambiare registro da una storia all’altra, e da una rivista all’altra, mantenendo una riconoscibilità assoluta. Dal comico al tragico fino al grottesco, un’esplosione di sensazioni e stati d’animo che si alternano a volte nello spazio di poche vignette, costruendo con pochi tratti personaggi e atmosfere capaci di imprimersi indelebilmente nella memoria del lettore.

 

  • Pubblicato in Monografie

Extrapaz

Coconino Press, Bologna 2004

I primi disegni di Andrea ad essere pubblicati sono quelli che illustrano il libro di Francesco Schianchi “La settimana ha otto dì”. Si tratta di storie e filastrocche dedicate ai bambini, ma siccome sono tempi in cui tutto è politica (il libro è del 1977), persino rime e giochi di parole hanno qui il compito di educare i piccoli alla rivoluzione. Il tono, naturalmente, è ironico e scherzoso e il tratto del giovanissimo Paz mostra in nuce già tutte le qualità che in seguito ne caratterizzeranno lo stile: immagini ricche di fantasia e di empatia immediata. Tutti i disegni sono in bianco e nero e quasi tutti rappresentano animali umanizzati (come vuole la tradizione Disney letta da Barks), dall’immancabile Pippo ad improbabili esemplari di alce con spinello in bocca. Andrea disegna anche la prima e la quarta di copertina, per il resto mette le sue illustrazioni a disposizione dei testi di Schianchi. “La settimana ha otto dì” è un albetto brossurato di 93 pagine stampato dalla casa editrice Squilibri ed è il primo titolo della bibliografia ufficiale di Andrea Pazienza.

F.Graziadio

  

 

  • Pubblicato in Monografie

La settimana ha otto dì

Edizioni Squilibri

I primi disegni di Andrea ad essere pubblicati sono quelli che illustrano il libro di Francesco Schianchi “La settimana ha otto dì”. Si tratta di storie e filastrocche dedicate ai bambini, ma siccome sono tempi in cui tutto è politica (il libro è del 1977), persino rime e giochi di parole hanno qui il compito di educare i piccoli alla rivoluzione. Il tono, naturalmente, è ironico e scherzoso e il tratto del giovanissimo Paz mostra in nuce già tutte le qualità che in seguito ne caratterizzeranno lo stile: immagini ricche di fantasia e di empatia immediata. Tutti i disegni sono in bianco e nero e quasi tutti rappresentano animali umanizzati (come vuole la tradizione Disney letta da Barks), dall’immancabile Pippo ad improbabili esemplari di alce con spinello in bocca. Andrea disegna anche la prima e la quarta di copertina, per il resto mette le sue illustrazioni a disposizione dei testi di Schianchi. “La settimana ha otto dì” è un albetto brossurato di 93 pagine stampato dalla casa editrice Squilibri ed è il primo titolo della bibliografia ufficiale di Andrea Pazienza.

F.Graziadio

  

 

  • Pubblicato in Monografie

Storia di Astarte

Fandango Libri

“Storia di Astarte” è l’ultima storia di Andrea Pazienza, lasciata incompiuta a causa della sua morte. Ce ne restano dieci pagine in bianco e nero dense di un disegno ricco e maturo. Astarte è il nome del cane di Annibale, che si presenta in sogno all’autore per dettargli la storia sua e del suo padrone. Una storia che percorre tutti gli angoli del Mediterraneo prima di fissare il suo evento dinamico nella campagna di Cartagine contro Roma. Astarte segue Annibale attraverso le Alpi e nella sua prima battaglia con i legionari, dalla quale si ritrae spaventato da un cane romano. L’ultima vignetta lo ritrae sdraiato e sereno con suo fratello Baal, «vicini per l’ultima volta», lasciandoci nel dubbio sulla sorte che avrebbe colpito l’uno o l’altro. Una storia dove i cani parlano con gli uomini e gli uomini, in questo caso Annibale, condividono le loro strategie con i cani. Un racconto sospeso in un passato crudele quanto glorioso, definito da un tratto straordinariamente ricco di dettagli. A pubblicarla, nel luglio del 1988, fu la rivista Comic Art diretta da Rinaldo Traini, che venne aspramente criticato da una parte dei suoi lettori per aver iniziato a presentare i lavori di Andrea. Anche Paz, a sua volta, aveva tentennato prima di accettare la collaborazione temendo che il compassato editore romano potesse proporgli di edulcorare le sue storie – sia nei temi trattati che nella rappresentazione grafica. Per evitare di incorrere in odiosissime censure si presentò con due lavori crudissimi: “Cuore di mamma” e “Cenerentola 80”. Le storie uscirono intatte, cementando la fiducia fra Traini e Pazienza, ma furono molte le proteste di parte dei lettori di Comic Art. Fra le accuse un: “Questo non sa disegnare” che fece infuriare Pazienza e lo spinse a immaginare, per il prosieguo della collaborazione, avventure più definite dal punto di vista grafico. Fra cui, appunto, “Storia di Astarte”. Particolare l’edizione curata da Fandango, dove le tavole sono state scorporate per ingrandire singole vignette e gruppi di immagini. Un lavoro certosino e necessario per poter godere dei mille particolari con cui Pazienza aveva arricchito i disegni.

Contenuti Extra

Roberto Saviano Astarte di Andrea Pazienza

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