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Redazione

  • Pubblicato in Romanzi

Bastogne

Bastogne
di Enrico Brizzi

Baldini & Castoldi, 1996

Enrico Brizzi scrive "Bastogne" poco più che ventenne, e racconta, attraverso gli occhi e le parole del protagonista, tal Ermanno Claypool (ricorda qualcuno il cognome?), la Nizza dei primi anni '80, in mano a quattro ragazzi dediti a commerci illegali, assunzioni massicce di stupefacenti, furti, rapine, violenza senza limite, e dell'amicizia che li lega, unico sentimento positivo espresso nel romanzo.

La scittura è veloce, irriverente, cruda, espressa con neologismi, linguaggio scurrile e sboccato; il libro è diviso in sequenze temporali, come un vero e proprio diario di bordo, dove, ad ogni capitolo è legata un'avventura dei cugini terribili, Ermanno e Cousin Jerry, vero e proprio antieroe, e degli amici Raimundo Blanco, belloccio dalle sembianze Dilloniane, e Dietrich Lassalle, gestore del bar ritrovo della gang, intervallati ogni tanto da flashback di reminiscenza passata legati all'adolescenza di Ermanno.

I riferimenti e le citazioni si sprecano: Andrea Pazienza, anche dal nome del loro gatto siamese Penthotal, Supertognazzi e i film italiani di "serie B", divertentissmo l'episodio dove i due cugini flippano dopo un incontro ravvicinato a base di LSD e joint, e Ermanno inizia il suo viaggio incontrando anche Supertognazzi che si batte contro i cinesi..

Potrebbe venirvi in mente anche un'altro grande classico: 'Arancia Meccanica' ("Un'Arancia a Orologeria" - Anthony Burgess), il bar, i drughi, violenza gratuita, le droghe.. E non state sbagliando a pensarlo, molte sono le allusioni che riportano ad Alex e compagni, mentre tutto è accompagnato nella narrazione anche da una colonna sonora virtuale "alternativa" dell'epoca: da Billy Idol ai P.I.L. di John Lydon, Killing Joke, Gaznevada, Virgin Prunes, i mitici Skiantos, citati più volte nella persona di Beppe Starnazza (Freak Antoni), Cheetah Chrome Motherfuckers, Einsturzende Neubauten, Morricone, Bauhaus, Anti-pasti, fino ad Alberto Camerini e i mitici Righeria.

Proprio i fratelli Righeira, insieme al "ragazzaccio" Billy Idol, hanno il compito di inaugurare il primo capitolo del libro, dove i cugini si occupano di castigare una ragazza della medio-alta borghesia e la lasciano in un bagno di sangue (molto probabilmente morta) in salotto, dopo un'allegra e innocente festicciola privé a tre a base di musica, droga e sesso (non consenziente da parte della ragazza).

Da qui parte l'avventura dei due "drughi", a cui si aggiungeranno via via gli altri due personaggi chiave del romanzo, il bel Raimundo, consumatore folle di "bianca" e noto pusher della zona, e l'amico Dietrich, forse il più "bonaccione", che sarà l'unico a pagare alla fine per tutte le malefatte dei quattro.

Un'escalation di risse, stupri, violenze, sesso raccontato nei minimi particolari, con dettagli che a volte disturbano il lettore, sia quelli a sfondo erotico, sia quelli che descrivono la crudeltà delle loro azioni, amori fragili, inesistenti o molto improbabili, rispetto assente per il mondo femminile, e, alla fine, tutto culmina in una rapina ai danni di un ristorante cinese e dei suoi clienti, studiata male e finita ancor pegggio: i quattro perdono il controllo e iniziano a premere il grilletto in preda a follia drogata, causando numerose vittime, ma riuscendo, con fuga rocambolesca, a dileguarsi.

Questo sarà l'ultimo "gioco" per i ragazzi annoiati, la polizia non rimarrà a guardare e, come ho già accennato in precedenza, l'unico che ne pagherà le conseguenze sarà il povero Dietrich, la pedina più debole, tradito dall'amico Raimundo, che, dopo una breve parentesi di gloria, troverà la peggiore delle sorti.

 

 

  • Pubblicato in Cinema

Fiabeschi Torna a Casa

Regia di Max Mazzotta

Enrico Fiabeschi è rimasto solo a Bologna. Anna, la sua fidanzata di sempre, l’ha lasciato. Enrico non ha un lavoro per mantenersi, negli anni trascorsi all’università non è riuscito ad ottenere alcun risultato, gli amici hanno preso ognuno la propria strada e lui sente che ormai Bologna stessa gli è estranea o addirittura ostile. Decide così di tornare a casa, in Calabria, dove i ricordi, la sua famiglia e i suoi compaesani di Cuculicchio non sono cambiati affatto… e allo stesso anche il presente sembra non avere possibilità di cambiare. Per la prima volta nella sua vita si trova di fronte a degli interrogativi esistenziali ai quali, a suo modo, tenterà di dare delle risposte. Così, tra varie vicissitudini e situazioni rocambolesche, Fiabeschi inizierà a focalizzare lo scopo che vuole dare alla sua vita e forse troverà finalmente l’amore.

 

  • Pubblicato in Cinema

PAZ!

Un film di Renato De Maria. Con Flavio Pistilli, Claudio Santamaria, Max Mazzotta, Fabrizia Sacchi, Paolo Briguglia. continua» Commedia, b/n durata 102 min. - Italia 2002.

PAZ! è un film tratto dai fumetti di Andrea Pazienza.
Siamo a Bologna alla fine degli anni '70.
In un appartamento, in Via Emilia Ponente 43, convivono senza mai incontrarsi, ma solo sfiorandosi, tre personaggi: Pentothal, Enrico Fiabeschi e Massimo Zanardi, detto Zanna.
Questo è il racconto di 24 ore nella vita di questi ragazzi: dalle quattro del mattino all'alba del giorno successivo, storie di mondi paralleli che convivono nello stesso spazio, cominciando e finendo alla stessa ora.  

Pentothal (Claudio Santamaria), studente fuorisede, è un fumettista che lavora pochissimo e studia ancor meno. All’inizio della nostra storia, viene lasciato dalla fidanzata Lucilla (Fabrizia Sacchi), una femminista bella e tosta.  Sempre in pigiama e con delle logore clark slacciate ai piedi, vive chiuso nella sua stanza, dove tra canne, sogni e visioni, sente il mondo scorrergli a fianco. I suoi compagni conviventi - impegnatissimi nella lotta del movimento studentesco -, la mensa universitaria, il bar affollato dal quale telefona alla madre per chiedere soldi, sono apparizioni sfocate tanto quanto i suoi sogni e la sua vera ossessione: Lucilla. Un miraggio che appare e scompare.

Enrico Fiabeschi (Max Mazzotta) è il classico fuorisede che è anche fuoricorso. Non gli importa nulla della politica e meno che mai dell'amore. Si fa mantenere dalla fidanzata Anna (Barbara Bonanni), dalla quale si fa regolarmente e metodicamente prestare 'cinque carte'. Anna lavora, Fiabeschi no. Quella mattina è l'ultimo a svegliarsi. Deve dare un esame al DAMS, altrimenti parte militare. Come argomento porta "apocalipsi now" , regia di Francis Ford Coppola, musiche dei Doors. Punto, non sa nient'altro.

Massimo Zanardi, (Flavio Pistilli), naso a becco e occhi da lupo, è il terzo abitante dell'appartamento di Via Emilia Ponente 43.
Studente liceale pluriripetente, Zanardi ha solo due amici - anch'essi pluriripetenti - dai quali è inseparabile: Roberto Colasanti, detto Colas (Matteo Taranto), bello e ricco, una macchina da sesso che parla pochissimo ma c'è sempre e Sergio Petrilli (Cristiano Callegaro), bassino, bruttino ed anche povero.
Zanna, Colas e Petrilli vengono accusati dalla preside, la signorina Corona (Iaia Forte) di aver crocifisso il suo amato gatto Galileo. La prova del misfatto è l’ agenda di Zanna, che la preside afferma di aver trovato nel suo giardino. Il recupero della compromettente agenda mette in moto un giallo in piena regola…

  • Pubblicato in Omaggi d'artista

Stefano Benni in Pompeo

La storia di "Pompeo" è uno dei capolavori della complessa personalità dell'artista Andrea Pazienza e uno dei racconti più duri e veri della giovane narrativa italiana. Si tratta dell'ultima opera del geniale disegnatore, autentico autore di culto che ha saputo rappresentare con le sue opere di “letteratura disegnata” il destino, la follia, la genialità, la disperazione di un’intera generazione."Pompeo" narra gli ultimi giorni di vita di un insegnante di fumetto e la sua “morte annunciata” per droga ; scritto in forma di diario. E’ un discorso - per usare le parole dello stesso Pazienza - visceri sul tavolo, che poi è l’unica cosa che mi interessa, e si presenta come "la summa di tutta una serie di esperienza di vita, è certamente autobiografico”.Dal punto di vista formale si tratta di un fumetto anomalo, molto narrativo, con pochi dialoghi e molti pensieri; tecnicamente è disegnato con poca china e molto pennarello e i materiali usati sono tutta carta di riporto.
Stefano Benni, che fu amico di Pazienza, ha deciso di raccontar/leggendo con il suo personalissimo stile affabulatorio la storia di Pompeo, trasformandola in un omaggio all'arte e alla vita dell’indiscusso caposcuola del nuovo fumetto italiano. Per questo ha scelto una settantina di tavole che dallo schermo accompagnano la lettura. La lettura è andata in scena in una prima versione con la musica rock - jazz di Camilla Missio, giovane bassista bolognese.

 

 

 

 

 

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