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Redazione

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ANDREA PAZIENZA VISTO DA ISABELLA DAMIANI

Isabella Damiani conosce Andrea nel 1973 e da allora con alterne vicende sono stati sempre amici.
Subito Andrea ne fa un punto di riferimento e la ritrae in alcuni quadri di quel periodo oltre che evocarla come un miraggio nelle pagine napoletane di Pentothal in cui questo è in viaggio con suo fratello Luigi.
I periodi di lontananza fra loro sono occasione per intrattenere una corrispondenza fitta in cui suggestioni culturali e accadimenti quotidiani si frappongono.
Afferma Isabella: “Conoscere Andrea è stato per me "un salto di qualità" Se ciò non fosse stato, non sarei quella che sono oggi nel bene e nel male.
La sua conoscenza ha modificato la mia percezione della bellezza, del piacere, del divertimento e anche la capacità di non prendersi mai troppo sul serio !”
Nel luglio 2008, in occasione della mostra di opere di Andrea “Una Estate” a Vico del Gargano (FG), Isabella allestisce a Villa Santovito di San Menaio, località estiva dove hanno casa i Pazienza, una mostra del titolo "Non credo sia necessario dirvi quanto la vostra presenza sarebbe gradita", Isabella Damiani per Andrea Pazienza,
Si tratta di foto scattate da lei dal 1979 al 1986 tutte sul Gargano e che vi presentiamo qui.
Il titolo della mostra Isabella l’ha ricavato da una delle prime lettere di Andrea del 1974 nella quale invitava lei e le sue sorelle ad una sua esposizione alla galleria Convergenze di Pescara
Come dice Isabella: “Mi era sembrato bello usare questo suo testo per invitare la gente ad una mostra fotografica su di lui.”
Qui di seguito l’introduzione alla mostra scritta dalla stessa Isabella.
" A vent’anni io credevo di fare la fotografa e lui di essere un genio (cosa della quale mi aveva presto convinta).
E’ sull’onda di questi ardori giovanili che sono nate le foto di questa piccola mostra, scattate tra il ’79 e l’’86 a San Menaio, luogo dei nostri incontri estivi.
Le immagini sono sempre e solo frutto del gioco e del divertimento, senza alcuna preparazione tecnica. Tutto era affidato all’estro del momento e al narcisismo di Andrea, che volentieri si offriva al mio obiettivo. Questa ricorrenza è l’occasione per mostrare queste immagini della sua vita, nella speranza che tutto ciò gli sarebbe piaciuto.
Ci sono uomini che, per la loro unicità, si possono incontrare una sola volta nella vita: spesso continuiamo a cercare le loro tracce nei luoghi antichi e nella nostra memoria perché la loro assenza ci è insopportabile. Questa mostra è per me un atto di amore e di riconoscenza per Andrea.”

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Un giorno da Paz

Parole, azioni, immagini nel 60° compleanno di Andrea Pazienza
Lunedì 23 maggio 2016, Accademia di Belle Arti Bologna, Aula Teatro

In occasione del sessantesimo anniversario della nascita di Andrea Pazienza, l’Accademia di Belle Arti di Bologna ha organizzato per lunedì 23 maggio 2016 una giornata interamente dedicata al ricordo dell’artista. L’evento si intitolerà :“Un giorno da Paz. Parole, azioni, immagini nel 60° compleanno di Andrea Pazienza”. Si articolerà in un ricco programma, rivolto innanzitutto agli studenti dell’Accademia ma totalmente aperto alla città e al pubblico esterno, con i contributi e le testimonianze di artisti, amici, persone che hanno conosciuto Andrea e il suo lavoro a Bologna e altrove.Tutta l’attività didattica di quella giornata sarà dedicata ad approfondire l’opera e l’eredità di Andrea Pazienza: lunedì 23 maggio sarà questo l’oggetto delle lezioni dei docenti di tutti i corsi, non solo quelli di fumetto. Inoltre, a partire dal pomeriggio (dalle ore 17 alle ore 21), gli studenti e tutti i bolognesi saranno invitati a un happening nell’Aula Teatro dell’Accademia: scrittori, artisti, musicisti, autori di fumetti e diversi ospiti porteranno una loro testimonianza su Andrea Pazienza, alternandosi a parlare in pubblico in una sorta di “speaker’s corner”, con contorno di letture, proiezioni video, presentazioni di libri e altri tipi di interventi, in una “diretta” non-stop. La manifestazione uscirà anche all'esterno, con una affissione – nella zona universitaria in cui si trova l’Accademia - di disegni, manifesti, poster realizzati dagli studenti sotto la guida dei loro docenti, che saranno altrettanti omaggi all’eredità artistica di Andrea Pazienza.

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L'OPERA COMPLETA DI ANDREA PAZIENZA IN 20 VOLUMI

Dai fumetti caustici e provocatori di Andrea Pazienza sono nati personaggi entrati nel mito, come Pentothal e Zanardi. 

A 60 anni dalla nascita, una raccolta con le opere più conosciute, ma anche con inediti e rarità per riscoprire il suo talento poliedrico, esplosivo e unico.

Non solo le storie e i personaggi più noti ma anche vignette, disegni e scritti raccolti per la prima volta in una collezione.

#tuttopazienza

DAL 21 MAGGIO  IN EDICOLA CON REPUBBLICA 

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Andrea Pazienza in mostra a Rimini

Andrea Pazienza

“… credevo fosse uno sprazzo, invece era un inizio.”

a cura di Egisto Quinti Seriacopi e Marina Comandini
Teatro Galli piazza Cavour, 23 aprile – 10 luglio 2016

L’opera di Andrea Pazienza è un work in progress. Cominciato e mai finito, vista la sua prematura scomparsa.
La sua vasta produzione, in alcuni casi ancora inedita, spazia dal linguaggio del fumetto all’illustrazione alla pittura, con organica naturalezza sempre diversa e sempre fortemente rappresentativa di quel segno/disegno distinguibile e ancora oggi inconfondibile.
Premettendo che ansia, depressione, solitudini profonde non mancano in nessuno e sono frequenti anche in individui sani capaci d’integrarsi socialmente e che, quindi, il sottoporsi ad analisi non è indice di anormalità quanto piuttosto un modo di capirsi per giungere a un più alto livello di esistenza, credo che una valutazione approfondita dell’opera globale di Andrea Pazienza sia più di competenza dello psicanalista che del critico. Pazienza è stato l’unico autore italiano assolutamente libero di scrivere e disegnare quello che ha voluto o, almeno, sentito. La sua opera grafica è, salvo qualche rara eccezione, espressione immediata e sincera di quanto l’artista provava o sentiva al momento della sua realizzazione.
“… credevo fosse uno sprazzo, invece era un inizio.” è una frase tratta dal testo che chiude la prima puntata di “Pentothal” pubblicata su Alter Alter (1977), il periodico che accoglie la prima apparizione di un lavoro narrato con il linguaggio del fumetto e già rappresentativo della sua autoreferenzialità; come pure lo saranno le sue opere più ampie, e forse più conosciute oltre “Pentothal”, ovvero “Zanardi” e “Pompeo”. Il cui protagonista, pur con nomi e fisionomie differenti, è sempre Andrea Pazienza: un cronista che, raccogliendo gli umori del vissuto quotidiano, gli accadimenti, i luoghi di quegli anni, i fermenti e le pulsioni giovanili, ne amplifica – rafforzandole – tutte le specifiche.

Per maggiori informazioni
www.biennaledisegnorimini.it

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