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Redazione

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  • Pubblicato in Altre Pubblicazioni

Contributi

SUPPORTI MULTIMEDIALI

Andrea Pazienza. L'antologia illimitata, CD-Rom prodotto da Profile Multimedia, edizioni Arca, distribuito da L'Unità, 1997

VARIE

Castelvetro '91, catalogo VI^ mostra filatelica tematica, 31 agosto - 2 settembre 1991

Citapaz! a cura di Diego Cajelli, Edizioni Scuola del Fumetto, Milano 1993 e 1995

Paz!, sceneggiatura del film omonimo, a cura di Ivan Cotroneo, Renato de Maria, Francesco Piccolo, Arcana Libri, gennaio 2002

Massimo Zanardi. Che non mi si chiami fido, quindi, di Tomaso Pessina, collana I Cattivi, Bevivino Editore, Rimini 2004



PORTFOLIO

Amoroma. Dieci artisti per Roma, mostra Roma, Palazzo Braschi 21 aprile - 19 maggio 1985, Editori del Grifo, Montepulciano 1985

Sulla via della seta n.1, contiene 11 serigrafie di cui 7 di Andrea Pazienza (4 disegni inediti), tiratura limitata a 300 esemplari, Art Core Edizioni, Perugia 1989

Sulla via della seta n.4. Speciale Umbria Fumetto 1995, contiene 9 tavole inedite, Art Core Edizioni, Perugia 1995

Ritratti, riproduzione in tiratura limitata a 1200 esemplari di 6 quadri giovanili realizzata in occasione della mostra "Antologica" a Pescara, 25 aprile-21 giugno 1998

fonte Centro Fumetto " Andrea Pazienza"
  • Pubblicato in Cataloghi

Cataloghi

 

Dalla pop(ular) art all'arte popolare, catalogo della mostra collettiva Laboratorio Comune d'Arte "Convergenze", Pescara 1973

Storia di una convergenza, catalogo della mostra personale Laboratorio Comune d'Arte "Convergenze", Pescara 1975

Italia chiama Francia. Immagini a confronto, Pescara Fumetto, 1976

Satira e attualità politica. 41 disegnatori dal 1914 al 1981, Electa 1981

Registrazione di frequenze, a cura di F. Alinovi, C. Cerritelli, F. Gualdoni, L. Parmesani, B. Toso, catalogo mostra Galleria d'arte moderna, Bologna 1982

Nuvole a go-go: Altan Echaurren Pazienza, catalogo mostra Roma, settembre - ottobre 1983

I love Paperino, catalogo mostra Roma, 29 novembre 1984, Editori del Grifo 1984

Zark! Le Tavole Narranti, catalogo mostra Jesi, 20 luglio - 4 agosto 1985, Ed. del Grifo 1985

Catalogo 7^ mostra Napoli Comics, 9-15 dicembre 1985

Satyrhumor. Il fumetto satirico e umoristico, Glamour International 1987

Catalogo 3^ Fiera del Fumetto di Napoli, 22-25 maggio 1986, Napoli

Vampir/Vampart, catalogo 6^ Mostra Internazionale del Cinema di Fantascienza e del Fantastico, Roma Cinema Capranica, 26-30 maggio 1986, Editori del Grifo, due tavole di Paz

Catalogo 5^ Fiera del Fumetto di Napoli, giugno 1988, Napoli

Nuovo Fumetto Italiano: Frigidaire, Valvoline, Dolce Vita e dintorni, catalogo mostra Reggio Emilia, 29 giugno - 18 agosto 1991, Fabbri Editori 1991

Andrea Pazienza - catalogo mostra Roma 1-18 marzo 1991, Editori del Grifo, Montepulciano

Andrea Pazienza - catalogo mostra Siena 24 marzo - 5 maggio 1991, Editori del Grifo, Montepulciano

Lo spettacolo di Andrea Pazienza - catalogo mostra Ancona 4 luglio - 4 agosto 1995, Associazione Fahrenheit 451/Arci Nova, Ancona 1995

Gulp! 100 anni a fumetti, catalogo mostra Ferrara 3 aprile - 30 giugno 1996, Electa 1996

Schizzi e scazzi di Andrea Pazienza, catalogo mostra Acquaviva nei fumetti 21-28 luglio 1996

Sogno, catalogo mostra S. Benedetto del Tronto 8 dicembre 1996-19 gennaio 1997

Antologica, catalogo mostra Bologna 5 ottobre-16 novembre 1997, Baldini&Castoldi, Milano 1997

Il fumetto italiano. 90 anni di avventure disegnate, catalogo mostre storiche di Cartoomics 1998, a cura di Luigi F. Bona e Sergio Giuffrida, Editrice Superart, Milano 1998

Il Kossiga Furioso - catalogo mostra Bologna 1 giugno 2000

Andrea Pazienza. La vita e le opere, catalogo mostra Romics 3-6 ottobre 2002, Centro Fumetto Andrea Pazienza, Cremona

Andrea Pazienza. Segni e memorie per una Rockstar, a cura di ArteFumetto, catalogo mostra Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone (Go) dal 19 marzo al 26 aprile 2005

Andrea Pazienza 1956 - 1988, catalogo mostra Roma, Complesso del Vittoriano 17 settembre - 9 ottobre 2005

Uno ogni sacco d'anni, a cura di Gino Nardella, catalogo mostra fotografica di Apricena (FG) 5 - 28 agosto 2005
  • Pubblicato in Riviste

Riviste

Tutte la riviste con contributi di Andrea Pazienza prima del 1988

 

Sono indicate in maniera schematica le principali collaborazioni di Andrea Pazienza, per durata e quantità di materiale prodotto. Vignette e tavole sparse compaiono in numerose altre riviste e pubblicazioni, tra cuiAGENDA VERDE, IL CERCHIO DI GESSO, GLAMOUR, ORIENT EXPRESS, SATYRICON.

All'estero alcune storie sono apparse sulle riviste Babel (GR)L'Echo des savanes (FR)El Vibora (ES).

Infine, la rivista IL GRIFO dall'aprile 1991 al maggio 1994 ha pubblicato materiale edito e inedito.

ALTER ALTER
Dall'aprile 1977 all'aprile 1986 (in maniera continuativa dal aprile 1977 al maggio 1979)

LINUS
Una tavola nell'agosto 1977, poi dall'aprile 1982 fino a marzo 1986

CANNIBALE
Dall'inverno 1977 al giugno 1979

IL MALE
In maniera continuativa dal settembre 1978 a marzo 1982

FRIGIDAIRE
Dal novembre 1980 all'ottobre 1986

CORTO MALTESE
Dall'ottobre 1983 al novembre 1985

FRIZZER
Da marzo 1985 al giugno 1986

TANGO
Dal novembre 1985 al luglio 1988

COMIC ART
Dal gennaio 1986 al luglio 1988 (+ settembre 88 postumo)

ZUT
In maniera continuativa dall'aprile 1987 all'agosto 1987 + n.3 e 4 febbraio 1988

TEMPI SUPPLEMENTARI
Dal marzo 1986 al settembre 1986

'anni, a cura di Gino Nardella, catalogo mostra fotografica di Apricena (FG) 5 - 28 agosto 2005

  • Pubblicato in categoria default

Credits

www.andreapazienza.it

A cura di
Marina Comandini
Luca Scornaienchi

Produzione esecutiva
Cluster Società Cooperativa

 

Ricerca immagini
Rossa Rossellini
Luca Scornaienchi

“Archiviando”
a cura di Michele Ginevra e Antonello Vigliaroli

Testi
Fumettografia Francesco Graziadio
Traduzioni per la versione inglese Corinna Nelli

Pagina Facebook
 a cura di Steve de Brevi, Luca Scornaienchi, Oscar Glioti


Si ringraziano:

Roberto Barcucci per le scansioni
Giulio Pellegrini come Guardiano del Faro
Isabella Damiani per le foto
Stefano Giraldi per altre foto
Giuseppe Pino
Barbara di Cretico per la sezione di S.Benedetto del Tronto
Elisabetta Pellerano per la sezione su Bologna e New York
Maurizio Torrealta per il testo introduttivo ad hoc alla sezione New York
Luigi Damiani per le immagini del camping Calenella
Cristina Taverna per la sua testimonianza sulle due mostre presso Nuages e altro.
Mauro Paganelli per la memoria storica
Domenico Procacci e la Fandango editore per la collaborazione
Enrico Fraccacreta per la testimonianza su San Severo e altro

 

Tutti i diritti sono dei rispettivi titolari ed è vietato l'utilizzo sotto qualsiasi forma senza autorizzazione scritta da parte degli aventi diritto.
Il titolare del sito si riserva di citare la fonte e gli aventi copyright dove non sia stato segnalato a semplice richiesta degli interessati.
  • Pubblicato in Rassegna stampa

Rassegna Stampa

ANNI 2011/2016

- La Repubblica Giugno 2013
- Mente Locale - Museo Luzzati Luglio 20013
- Il Secolo Luglio 2013
- Alias Agosto 2014
- Il Fatto Quotidiano Agosto 2014
-Abbruzzo in Rivista

 

ANNI 2000/2010

Merto. 197ottobre/2000
Corriere della Sera. 4 Ottobre 2011
Glamur 2002
Duel. Gennaio 2002Io Donna. 19-01-2002
Carnet Febbraio 2002
- Ciak Febbraio 2002
- Rumore Febbraio 2002- La repubblica Febbraio 2002
- Il messaggero Marzo 2002
- La Repubblica XL Maggio 2006
- La Repubblica Agosto 2001
- La Repubblica Settembre 2001
- Nuovo Quotidiano di Puglia Febbraio 2010

 

 

ANNI 1990/1999

Bolle Maggio 1995
- Smemoranda dire fare baciare. Agosto 1995
- Il Mucchio Selvaggio.Giugno 1997
- Il Mucchio Selvaggio. Luglio 1997
- L'Espresso.10 luglio 1997
- Panorama. 10 luglio 1997
- Vario (Abruzzo in rivista). Giugno 1998
Corriere del Mezzogiorno. Dossier Bagnoli & Nuvole

 

ANNI 1980/1989

Dai Colli (Spettacolo Sosta Palmizi) 

- L'Ora- 19-Maggio-1987
Il Giorno - 07-giugno-1987
- Paese Sera. 22-Giugno-1987
- Avvenire. 25-giugno-1987
- Gazzetta di Parma. 01-Luglio-1987
- Avvenire.11-luglio-1987
- L'Espresso. 12-Luglio-1987
- Tv-Radio-Corriere.14-Luglio-1987
- Il Messaggero. 14 Luglio 1987
- Luglio-1987. Dai-colli
- Corriere Adriatico. 19-Luglio-1987
- Gazzetta di Ancona. 19-Luglio-1987
- Gazzetta. 19-Luglio-1987
- Carlino Spettacoli. 20-Luglio-1987
- La Repubblica. 21-Luglio-1987
- Avanti. 22 Luglio 1987
- L'Unità. 22 Luglio 1987
- Corriere della Sera. 23-Luglio-1987
- Il Manifesto. 23-Luglio-1987
- Corriere della Sera. 24-Luglio-1987
- L Rossi. 26_lug_1987
- La-Gazzetta.Luglio-1987
- Giornale della Musica.Luglio_Agosto-1987
- Il Messaggero. 1987
- La Repubblica. 1987
- Dai Colli 1987
- Dai colli 1987
- Dai colli 1987
- La mia moda. 1987

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“Andrea Pazienza – Fino all’estremo”

Nel giorno in cui si celebrano i sessant’anni dalla sua nascita, lunedì 23 maggio, Sky Arte HD (120 e 400 di Sky) ricorda il grande fumettista Andrea Pazienza con un esclusivo documentario a lui dedicato “Andrea Pazienza – Fino all’estremo”, realizzato da Condominium con la regia di Paolo Caredda e scritto a quattro mani con Alvise Renzini, che ripercorre la vita di Pazienza attraverso i suoi disegni, i suoi personaggi e le sue storie mettendo in evidenza come la sua arte abbia avuto un forte impatto su lettori molto diversi tra loro.

Ne sono testimoni i suoi amici, i suoi colleghi dell’epoca, ma anche i giovani e i bambini di oggi intervistati per strada o nelle scuole. L’arte di Pazienza è stata un’arte «fuorilegge», vissuta in totale libertà. Un atto di ribellione puro contro le gabbie dell’ipocrisia, del perbenismo e del conformismo che è stata capace di tratteggiare, con straordinaria naturalezza, la cultura del ventesimo secolo.

Sullo sfondo, gli anni della prima Repubblica, la contestazione giovanile, il fenomeno dell’eroina e le note di una canzone di Enzo Carella, “Malamore”, che apre e chiude il documentario.

Andrea Pazienza – Fino all’estremo andrà in onda in prima visione lunedì 23 maggio alle 22.10 su Sky Arte HD (120 e 400 di Sky)

23 Maggio 2016

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ANDREA PAZIENZA VISTO DA ISABELLA DAMIANI

Isabella Damiani conosce Andrea nel 1973 e da allora con alterne vicende sono stati sempre amici.
Subito Andrea ne fa un punto di riferimento e la ritrae in alcuni quadri di quel periodo oltre che evocarla come un miraggio nelle pagine napoletane di Pentothal in cui questo è in viaggio con suo fratello Luigi.
I periodi di lontananza fra loro sono occasione per intrattenere una corrispondenza fitta in cui suggestioni culturali e accadimenti quotidiani si frappongono.
Afferma Isabella: “Conoscere Andrea è stato per me "un salto di qualità" Se ciò non fosse stato, non sarei quella che sono oggi nel bene e nel male.
La sua conoscenza ha modificato la mia percezione della bellezza, del piacere, del divertimento e anche la capacità di non prendersi mai troppo sul serio !”
Nel luglio 2008, in occasione della mostra di opere di Andrea “Una Estate” a Vico del Gargano (FG), Isabella allestisce a Villa Santovito di San Menaio, località estiva dove hanno casa i Pazienza, una mostra del titolo "Non credo sia necessario dirvi quanto la vostra presenza sarebbe gradita", Isabella Damiani per Andrea Pazienza,
Si tratta di foto scattate da lei dal 1979 al 1986 tutte sul Gargano e che vi presentiamo qui.
Il titolo della mostra Isabella l’ha ricavato da una delle prime lettere di Andrea del 1974 nella quale invitava lei e le sue sorelle ad una sua esposizione alla galleria Convergenze di Pescara
Come dice Isabella: “Mi era sembrato bello usare questo suo testo per invitare la gente ad una mostra fotografica su di lui.”
Qui di seguito l’introduzione alla mostra scritta dalla stessa Isabella.
" A vent’anni io credevo di fare la fotografa e lui di essere un genio (cosa della quale mi aveva presto convinta).
E’ sull’onda di questi ardori giovanili che sono nate le foto di questa piccola mostra, scattate tra il ’79 e l’’86 a San Menaio, luogo dei nostri incontri estivi.
Le immagini sono sempre e solo frutto del gioco e del divertimento, senza alcuna preparazione tecnica. Tutto era affidato all’estro del momento e al narcisismo di Andrea, che volentieri si offriva al mio obiettivo. Questa ricorrenza è l’occasione per mostrare queste immagini della sua vita, nella speranza che tutto ciò gli sarebbe piaciuto.
Ci sono uomini che, per la loro unicità, si possono incontrare una sola volta nella vita: spesso continuiamo a cercare le loro tracce nei luoghi antichi e nella nostra memoria perché la loro assenza ci è insopportabile. Questa mostra è per me un atto di amore e di riconoscenza per Andrea.”

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Un giorno da Paz

Parole, azioni, immagini nel 60° compleanno di Andrea Pazienza
Lunedì 23 maggio 2016, Accademia di Belle Arti Bologna, Aula Teatro

In occasione del sessantesimo anniversario della nascita di Andrea Pazienza, l’Accademia di Belle Arti di Bologna ha organizzato per lunedì 23 maggio 2016 una giornata interamente dedicata al ricordo dell’artista. L’evento si intitolerà :“Un giorno da Paz. Parole, azioni, immagini nel 60° compleanno di Andrea Pazienza”. Si articolerà in un ricco programma, rivolto innanzitutto agli studenti dell’Accademia ma totalmente aperto alla città e al pubblico esterno, con i contributi e le testimonianze di artisti, amici, persone che hanno conosciuto Andrea e il suo lavoro a Bologna e altrove.Tutta l’attività didattica di quella giornata sarà dedicata ad approfondire l’opera e l’eredità di Andrea Pazienza: lunedì 23 maggio sarà questo l’oggetto delle lezioni dei docenti di tutti i corsi, non solo quelli di fumetto. Inoltre, a partire dal pomeriggio (dalle ore 17 alle ore 21), gli studenti e tutti i bolognesi saranno invitati a un happening nell’Aula Teatro dell’Accademia: scrittori, artisti, musicisti, autori di fumetti e diversi ospiti porteranno una loro testimonianza su Andrea Pazienza, alternandosi a parlare in pubblico in una sorta di “speaker’s corner”, con contorno di letture, proiezioni video, presentazioni di libri e altri tipi di interventi, in una “diretta” non-stop. La manifestazione uscirà anche all'esterno, con una affissione – nella zona universitaria in cui si trova l’Accademia - di disegni, manifesti, poster realizzati dagli studenti sotto la guida dei loro docenti, che saranno altrettanti omaggi all’eredità artistica di Andrea Pazienza.

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L'OPERA COMPLETA DI ANDREA PAZIENZA IN 20 VOLUMI

Dai fumetti caustici e provocatori di Andrea Pazienza sono nati personaggi entrati nel mito, come Pentothal e Zanardi. 

A 60 anni dalla nascita, una raccolta con le opere più conosciute, ma anche con inediti e rarità per riscoprire il suo talento poliedrico, esplosivo e unico.

Non solo le storie e i personaggi più noti ma anche vignette, disegni e scritti raccolti per la prima volta in una collezione.

#tuttopazienza

DAL 21 MAGGIO  IN EDICOLA CON REPUBBLICA 

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Andrea Pazienza in mostra a Rimini

Andrea Pazienza

“… credevo fosse uno sprazzo, invece era un inizio.”

a cura di Egisto Quinti Seriacopi e Marina Comandini
Teatro Galli piazza Cavour, 23 aprile – 10 luglio 2016

L’opera di Andrea Pazienza è un work in progress. Cominciato e mai finito, vista la sua prematura scomparsa.
La sua vasta produzione, in alcuni casi ancora inedita, spazia dal linguaggio del fumetto all’illustrazione alla pittura, con organica naturalezza sempre diversa e sempre fortemente rappresentativa di quel segno/disegno distinguibile e ancora oggi inconfondibile.
Premettendo che ansia, depressione, solitudini profonde non mancano in nessuno e sono frequenti anche in individui sani capaci d’integrarsi socialmente e che, quindi, il sottoporsi ad analisi non è indice di anormalità quanto piuttosto un modo di capirsi per giungere a un più alto livello di esistenza, credo che una valutazione approfondita dell’opera globale di Andrea Pazienza sia più di competenza dello psicanalista che del critico. Pazienza è stato l’unico autore italiano assolutamente libero di scrivere e disegnare quello che ha voluto o, almeno, sentito. La sua opera grafica è, salvo qualche rara eccezione, espressione immediata e sincera di quanto l’artista provava o sentiva al momento della sua realizzazione.
“… credevo fosse uno sprazzo, invece era un inizio.” è una frase tratta dal testo che chiude la prima puntata di “Pentothal” pubblicata su Alter Alter (1977), il periodico che accoglie la prima apparizione di un lavoro narrato con il linguaggio del fumetto e già rappresentativo della sua autoreferenzialità; come pure lo saranno le sue opere più ampie, e forse più conosciute oltre “Pentothal”, ovvero “Zanardi” e “Pompeo”. Il cui protagonista, pur con nomi e fisionomie differenti, è sempre Andrea Pazienza: un cronista che, raccogliendo gli umori del vissuto quotidiano, gli accadimenti, i luoghi di quegli anni, i fermenti e le pulsioni giovanili, ne amplifica – rafforzandole – tutte le specifiche.

Per maggiori informazioni
www.biennaledisegnorimini.it

  • Pubblicato in news

IL NUOVO SINGOLO DI CANTINI DEDICATO A PAZIENZA

È dedicato ad Andrea Pazienza il nuovo singolo di Marco Cantini, cantautore fiorentino (classe 1976).Il pezzo chiamato semplicemente “Pazienza” è una ballata che racconta l'ultimo periodo di Paz, il suo ritorno a Montepulciano, dopo il viaggio in Brasile.

Nel video, diretto da Giacomo De Bastiani, Alessio Lavacchi e Gabriele Piazzesi, compaiono anche i disegnatori Sergio Staino e Stefano Disegni, l’attore comico Sergio Vastano e il fotografo d'arte Stefano Giraldi.

  • Pubblicato in Prima del 1988

Ten Zanardi's pictures project

Ten Zanardi’s Pictures Project è una mostra organizzata presso la galleria Nuages di Cristina Taverna nel 1983.
  • Pubblicato in Varie

Michelle

Illustrazione pubblicata su AlterAlter N.7, luglio 1985, Milano Libri Editore
  • Pubblicato in Varie

Scenografia dai Colli

Spettacolo dei SOSTA PALMIZI 1987
  • Pubblicato in Varie

Tre Canti

Copertina libro di Moreno B. Biorelli
  • Pubblicato in Varie

Il Manifesto

La metropolitana di Napoli - 1994
  • Pubblicato in Varie

Riso in Italy

Teatro Sistina Maggio 1998
  • Pubblicato in Dopo il 1988

Prevert

E' stato Pier Vittorio Tondelli a farmi conoscere Andrea Pazienza, precoce interprete di un mondo acido e sballato. Nell'introduzione a un volume dedicato proprio ad Andrea Pazienza, Pier Vittorio lo ha definito il James Joyce del fumetto. E ha aggiunto: “è riuscito a rappresentare il destino, le astrazioni, la follia, la genialità, la miseria, la disperazione di una generazione del 1977 bolognese.

Di quel movimento Andrea Pazienza è stato il cantore, il poeta, l’artista forse più grande”. Mi sono sempre fidata di Pier Vittorio Tondelli, specialmente se mi parlava di chi, come lui, ha cantato un mondo pieno d’ansia e di rifiuti, di libertà e di autodistruzione. Non so se Pier Vittorio abbia mai visto questi disegni che Andrea Pazienza ha realizzato a 16 anni.

Sono 17 tavole che illustrano 3 componimenti di Jacques Prevert: “Tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia”, “Lo spazzino (balletto)” e la pièces teatrale “Entrate e uscite”. Andrea Pazienza ha disegnato queste tavole nell'estate del 1972: era appena rientrato nel suo Gargano dopo aver frequentato il terzo anno del Liceo Artistico Statale Giuseppe Misticoni a Pescara. Un liceo fuori dal comune, con dei professori che avevano capito chi avevano di fronte e con cui Andrea Pazienza aveva costruito un rapporto di stima. Un rapporto così importante che lo ha portato a dedicare questi fumetti ad uno dei suoi insegnanti, quello di Figura Disegnata: Sandro Visca. Sappiamo tutti che, finito il liceo, Andrea Pazienza si è trasferito a Bologna, si è iscritto al DAMS e ha vissuto quegli anni magici, creativi, aperti.
Erano anni in cui si pensava che tutto fosse possibile e Andrea Pazienza ne ha interpretato l’anima carnevalesca, poetica, dissacrante. Un profilo geniale, scentrato, del dolore, dell’inquietudine dei figli del Sessantotto impegnati a trasformarsi da contestatori a spettatori. I disegni di quegli anni li conosciamo tutti come conosciamo i personaggi che lo hanno reso famoso. Ma nessuno ha mai visto questi così puri, disegnati quando era giovane giovane e il sangue gli scorreva veloce nelle vene.
Chissà. Forse Andrea Pazienza ha voluto illustrare i versi di Jacques Prévert proprio per la stesso desiderio di libertà che tutti e due hanno vissuto. Due artisti popolari e anarchici, antiborghesi e  sperimentali, audaci e comunicativi.
Chissà se a far conoscere Jacques Prévert ad Andrea Pazienza è stato proprio questo illuminato professore Sandro Visca. Ad ogni modo ringraziamolo. Ringraziamolo per aver dato coraggio a un giovane pieno di speranze. Ringraziamo Michele e Mirella per aver voluto rendere pubblici questi disegni che nessuno ha ancora visto. E soprattutto ringraziamo lui, Andrea Pazienza, per aver aperto una finestra sulla vita coi suoi disegni e il suo linguaggio.
Forse l’unico completo documento di slang italiano.

Fernanda Pivano Milano, 29 giugno 2009

  • Pubblicato in Romanzi

Bastogne

Bastogne
di Enrico Brizzi

Baldini & Castoldi, 1996

Enrico Brizzi scrive "Bastogne" poco più che ventenne, e racconta, attraverso gli occhi e le parole del protagonista, tal Ermanno Claypool (ricorda qualcuno il cognome?), la Nizza dei primi anni '80, in mano a quattro ragazzi dediti a commerci illegali, assunzioni massicce di stupefacenti, furti, rapine, violenza senza limite, e dell'amicizia che li lega, unico sentimento positivo espresso nel romanzo.

La scittura è veloce, irriverente, cruda, espressa con neologismi, linguaggio scurrile e sboccato; il libro è diviso in sequenze temporali, come un vero e proprio diario di bordo, dove, ad ogni capitolo è legata un'avventura dei cugini terribili, Ermanno e Cousin Jerry, vero e proprio antieroe, e degli amici Raimundo Blanco, belloccio dalle sembianze Dilloniane, e Dietrich Lassalle, gestore del bar ritrovo della gang, intervallati ogni tanto da flashback di reminiscenza passata legati all'adolescenza di Ermanno.

I riferimenti e le citazioni si sprecano: Andrea Pazienza, anche dal nome del loro gatto siamese Penthotal, Supertognazzi e i film italiani di "serie B", divertentissmo l'episodio dove i due cugini flippano dopo un incontro ravvicinato a base di LSD e joint, e Ermanno inizia il suo viaggio incontrando anche Supertognazzi che si batte contro i cinesi..

Potrebbe venirvi in mente anche un'altro grande classico: 'Arancia Meccanica' ("Un'Arancia a Orologeria" - Anthony Burgess), il bar, i drughi, violenza gratuita, le droghe.. E non state sbagliando a pensarlo, molte sono le allusioni che riportano ad Alex e compagni, mentre tutto è accompagnato nella narrazione anche da una colonna sonora virtuale "alternativa" dell'epoca: da Billy Idol ai P.I.L. di John Lydon, Killing Joke, Gaznevada, Virgin Prunes, i mitici Skiantos, citati più volte nella persona di Beppe Starnazza (Freak Antoni), Cheetah Chrome Motherfuckers, Einsturzende Neubauten, Morricone, Bauhaus, Anti-pasti, fino ad Alberto Camerini e i mitici Righeria.

Proprio i fratelli Righeira, insieme al "ragazzaccio" Billy Idol, hanno il compito di inaugurare il primo capitolo del libro, dove i cugini si occupano di castigare una ragazza della medio-alta borghesia e la lasciano in un bagno di sangue (molto probabilmente morta) in salotto, dopo un'allegra e innocente festicciola privé a tre a base di musica, droga e sesso (non consenziente da parte della ragazza).

Da qui parte l'avventura dei due "drughi", a cui si aggiungeranno via via gli altri due personaggi chiave del romanzo, il bel Raimundo, consumatore folle di "bianca" e noto pusher della zona, e l'amico Dietrich, forse il più "bonaccione", che sarà l'unico a pagare alla fine per tutte le malefatte dei quattro.

Un'escalation di risse, stupri, violenze, sesso raccontato nei minimi particolari, con dettagli che a volte disturbano il lettore, sia quelli a sfondo erotico, sia quelli che descrivono la crudeltà delle loro azioni, amori fragili, inesistenti o molto improbabili, rispetto assente per il mondo femminile, e, alla fine, tutto culmina in una rapina ai danni di un ristorante cinese e dei suoi clienti, studiata male e finita ancor pegggio: i quattro perdono il controllo e iniziano a premere il grilletto in preda a follia drogata, causando numerose vittime, ma riuscendo, con fuga rocambolesca, a dileguarsi.

Questo sarà l'ultimo "gioco" per i ragazzi annoiati, la polizia non rimarrà a guardare e, come ho già accennato in precedenza, l'unico che ne pagherà le conseguenze sarà il povero Dietrich, la pedina più debole, tradito dall'amico Raimundo, che, dopo una breve parentesi di gloria, troverà la peggiore delle sorti.

 

 

  • Pubblicato in Cinema

Fiabeschi Torna a Casa

Regia di Max Mazzotta

Enrico Fiabeschi è rimasto solo a Bologna. Anna, la sua fidanzata di sempre, l’ha lasciato. Enrico non ha un lavoro per mantenersi, negli anni trascorsi all’università non è riuscito ad ottenere alcun risultato, gli amici hanno preso ognuno la propria strada e lui sente che ormai Bologna stessa gli è estranea o addirittura ostile. Decide così di tornare a casa, in Calabria, dove i ricordi, la sua famiglia e i suoi compaesani di Cuculicchio non sono cambiati affatto… e allo stesso anche il presente sembra non avere possibilità di cambiare. Per la prima volta nella sua vita si trova di fronte a degli interrogativi esistenziali ai quali, a suo modo, tenterà di dare delle risposte. Così, tra varie vicissitudini e situazioni rocambolesche, Fiabeschi inizierà a focalizzare lo scopo che vuole dare alla sua vita e forse troverà finalmente l’amore.

 

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PAZ!

Un film di Renato De Maria. Con Flavio Pistilli, Claudio Santamaria, Max Mazzotta, Fabrizia Sacchi, Paolo Briguglia. continua» Commedia, b/n durata 102 min. - Italia 2002.

PAZ! è un film tratto dai fumetti di Andrea Pazienza.
Siamo a Bologna alla fine degli anni '70.
In un appartamento, in Via Emilia Ponente 43, convivono senza mai incontrarsi, ma solo sfiorandosi, tre personaggi: Pentothal, Enrico Fiabeschi e Massimo Zanardi, detto Zanna.
Questo è il racconto di 24 ore nella vita di questi ragazzi: dalle quattro del mattino all'alba del giorno successivo, storie di mondi paralleli che convivono nello stesso spazio, cominciando e finendo alla stessa ora.  

Pentothal (Claudio Santamaria), studente fuorisede, è un fumettista che lavora pochissimo e studia ancor meno. All’inizio della nostra storia, viene lasciato dalla fidanzata Lucilla (Fabrizia Sacchi), una femminista bella e tosta.  Sempre in pigiama e con delle logore clark slacciate ai piedi, vive chiuso nella sua stanza, dove tra canne, sogni e visioni, sente il mondo scorrergli a fianco. I suoi compagni conviventi - impegnatissimi nella lotta del movimento studentesco -, la mensa universitaria, il bar affollato dal quale telefona alla madre per chiedere soldi, sono apparizioni sfocate tanto quanto i suoi sogni e la sua vera ossessione: Lucilla. Un miraggio che appare e scompare.

Enrico Fiabeschi (Max Mazzotta) è il classico fuorisede che è anche fuoricorso. Non gli importa nulla della politica e meno che mai dell'amore. Si fa mantenere dalla fidanzata Anna (Barbara Bonanni), dalla quale si fa regolarmente e metodicamente prestare 'cinque carte'. Anna lavora, Fiabeschi no. Quella mattina è l'ultimo a svegliarsi. Deve dare un esame al DAMS, altrimenti parte militare. Come argomento porta "apocalipsi now" , regia di Francis Ford Coppola, musiche dei Doors. Punto, non sa nient'altro.

Massimo Zanardi, (Flavio Pistilli), naso a becco e occhi da lupo, è il terzo abitante dell'appartamento di Via Emilia Ponente 43.
Studente liceale pluriripetente, Zanardi ha solo due amici - anch'essi pluriripetenti - dai quali è inseparabile: Roberto Colasanti, detto Colas (Matteo Taranto), bello e ricco, una macchina da sesso che parla pochissimo ma c'è sempre e Sergio Petrilli (Cristiano Callegaro), bassino, bruttino ed anche povero.
Zanna, Colas e Petrilli vengono accusati dalla preside, la signorina Corona (Iaia Forte) di aver crocifisso il suo amato gatto Galileo. La prova del misfatto è l’ agenda di Zanna, che la preside afferma di aver trovato nel suo giardino. Il recupero della compromettente agenda mette in moto un giallo in piena regola…

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Stefano Benni in Pompeo

La storia di "Pompeo" è uno dei capolavori della complessa personalità dell'artista Andrea Pazienza e uno dei racconti più duri e veri della giovane narrativa italiana. Si tratta dell'ultima opera del geniale disegnatore, autentico autore di culto che ha saputo rappresentare con le sue opere di “letteratura disegnata” il destino, la follia, la genialità, la disperazione di un’intera generazione."Pompeo" narra gli ultimi giorni di vita di un insegnante di fumetto e la sua “morte annunciata” per droga ; scritto in forma di diario. E’ un discorso - per usare le parole dello stesso Pazienza - visceri sul tavolo, che poi è l’unica cosa che mi interessa, e si presenta come "la summa di tutta una serie di esperienza di vita, è certamente autobiografico”.Dal punto di vista formale si tratta di un fumetto anomalo, molto narrativo, con pochi dialoghi e molti pensieri; tecnicamente è disegnato con poca china e molto pennarello e i materiali usati sono tutta carta di riporto.
Stefano Benni, che fu amico di Pazienza, ha deciso di raccontar/leggendo con il suo personalissimo stile affabulatorio la storia di Pompeo, trasformandola in un omaggio all'arte e alla vita dell’indiscusso caposcuola del nuovo fumetto italiano. Per questo ha scelto una settantina di tavole che dallo schermo accompagnano la lettura. La lettura è andata in scena in una prima versione con la musica rock - jazz di Camilla Missio, giovane bassista bolognese.

 

 

 

 

 

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Immagini

Milo Manara : il mio Caravaggio ha la faccia di Andrea Pazienza

Nel primo volume della vita di Caravaggio (Caravaggio – La tavolozza e la spada, Panini Comics) disegnata da Milo Manara l’artista lombardo ha una forte somiglianza fisica con Andrea Pazienza: “Tutti e due si sono buttati nella loro vita senza fare calcoli. Erano come una fiaccola che arde da entrambe le estremità: dura meno, ma fa molta più luce…”

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Il Male. 1978-1982

Il Male. 1978-1982. I cinque anni che cambiarono la satira
di Vincino
Rizzoli, 2007

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta, una rivista ha rivoluzionato il modo di fare satira in Italia. Era un giornale iconoclasta, radicalmente di sinistra ma lontano dal Pci, provocatorio, irridente, non a caso battezzato "Il Male". Il marchio di fabbrica della rivista era la falsa prima pagina di un quotidiano (indimenticabile quella della "Stampa" con il titolo Tognazzi capo delle Brigate Rosse e la foto dell'attore ammanettato), ma naturalmente "Il Male" era molto di più: era, per esempio, il banco di prova di alcuni dei disegnatori più grandi di quegli anni, come Andrea Pazienza, Roland Topor, Tanino Liberatore, e la tribuna che ospitava articoli scandalosi su argomenti tabù come il terrorismo e i rapporti tra mafia e politica. In questa antologia, il disegnatore Vincino, che del "Male" fu direttore, raccoglie le vignette, gli articoli, i falsi più significativi. Il risultato è un ritratto di un'Italia molto diversa da quella che conosciamo.

 

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Frigidaire

Frigidaire. L'incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo
di Vincenzo Sparagna
Bur, 2008

Il 28 Ottobre 1980 appare per la prima volta in edicola la rivista Frigidaire, che è stata da subito un progetto di comunicazione totale: fumetto, arte, satira, letteratura, politica, filosofia, musica fusi in un insieme indissolubile, un'opera polifonica, un romanzo unico fatto di una moltitudine infinita di racconti diversi. Al gruppo dei suoi fondatori, il direttore Vincenzo Sparagna, Stefano Tamburini, Filippo Scòzzari, Andrea Pazienza, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore, si sono aggiunti negli anni migliaia di protagonisti: scrittori, fumettisti, fotografi, satiri, rivoluzionari del pensiero, in una sequenza che ha bruciato e beffato le differenze di stile e di generazione. Frigidaire è stata ed è ancora oggi una Enciclopedia post-moderna, un'antropologia del presente proiettata verso il futuro, una critica permanente al sistema che Sparagna ha definito "la commedia dell'informazione". In questo libro Sparagna racconta la genesi, i sorprendenti sviluppi, la tragedie e gli episodi segreti di un'impresa impossibile, condotta contro gli imperi del denaro e della violenza con leggerezza e determinazione.

 

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Prima pagare poi ricordare

Prima pagare poi ricordare. Da «Cannibale» a «Frigidaire». Storia di un manipolo di ragazzi geniali
di Filippo Scòzzari
Castelvecchi, 2003 - 192 pagine

Filippo Scozzari, Tanino Liberatore e Andrea Pazienza, insieme a un manipolo di ragazzi estroversi, geniali e un tantino ribelli, negli anni Settanta diedero vita tra Bologna e Roma a una vera e propria nouvelle vague del fumetto, della satira politica, della controcultura italiana. Case editrici come la Primo Carnera Editore, testate come "Cannibale" e "Frigidaire", che erano insieme il meglio della grafica, del fumetto di fantasia e dell'attacco alla cultura ufficiale, sono state le palestre su cui si sono formati decine di creativi italiani. Il libro racconta la vita di Andrea Pazienza e dei suoi amici, la Bologna delle manifestazioni e di Radio Alice, e insieme amori, sogni e rabbia di una intera generazione...

 

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Andrea Pazienza 1981

Andrea Pazienza 1981
di Stefano Giraldi
Edizioni Di, 2006

Attraverso un intero rotolino di fotografie scattate in una notte del 1981 dal ritorno da un club Tenco, le foto di Andrea Pazienza ripreso come una rockstar alla Zanardi.

 

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Vita da Paz

Vita da Paz: storia e storie di Andrea Pazienza
di Franco Giubilei
Black Velvet, 2011 - 286 pagine

Andrea Pazienza è stato la rockstar del fumetto italiano, e le sue storie sono ormai dei classici amati dai lettori di più generazioni. Questa biografia ne ripercorre la vita attraverso il racconto degli amici: Sergio Staino, Milo Manara, Michele Serra, Vincino, Vincenzo Sparagna, Marcello Jori, David Riondino, Jacopo Fo, Filippo Scozzari e tanti altri. Ricostruendo i luoghi e le situazioni in cui visse e operò il grande fumettista, Giubilei ci racconta l'Italia tra gli anni Settanta e Ottanta da un'angolazione inedita.

 

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I dolori del giovane Paz!

I dolori del giovane Paz!: contributi alla biografia negata di Andrea Pazienza
di Roberto Farina
di Roberto Farina

Andrea Pazienza è uno degli autori di fumetti più conosciuti e amati. Autore non banale, ha saputo raccontare lo smarrimento di una generazione, quella del '77, persa tra la guerriglia e l'eroina. Questo libro raccoglie le dichiarazioni di una serie di persone che hanno conosciuto bene Andrea Pazienza. Jacopo Fo, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Daniele Luttazzi, Bifo, Marina Comandini, Roberto "Freak" Antoni, Filippo Scòzzari, Vincenzo Sparagna, Sergio Staino, Vincino, Gianni Canova, Roberto Perini, Jose Muñoz, Emi Fontana, Marcello Jori, Luigi Damiani, Sandro Matarazzo, Antonio Veneziani, Benka Macrobio. Personaggi che raccontano una verità di parte, la loro, scomoda ma terribilmente necessaria in questi anni di rimozione.

 

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Fumetti di evasione

Fumetti di evasione. Vita artistica di Andrea Pazienza
di Oscar Glioti
Fandango Libri, 2009

Un saggio dedicato alle opere di Andrea Pazienza, un'analisi critica della variegata attività artistica dell'autore da Pentothal a Pompeo. Il volume ripercorre la breve ma intensa vita dell'autore, concentrando l'attenzione e l'approfondimento sulla vasta opera di Paz. Forse proprio per questo motivo, paradossalmente, può essere considerato il tentativo più riuscito fatto finora di raccontare l'artista pescarese, anche considerando che spesso i protagonisti delle sue storie non erano nient'altro che suoi alter ego. Il saggio è scandito in tre capitoli dedicati ai personaggi più celebri di Pazienza, quindi Pentothal, Zanardi e Pompeo. Un arco di carriera in cui il fumettista si muove da un estremo all'altro delle possibilità espressive del fumetto. Da un lato Pentothal, in cui c'è una predominanza dell'aspetto visivo a discapito della continuità della narrazione, dall'altra Pompeo, che sfiora il romanzo illustrato, per la predominanza del testo e per la scarnificazione delle immagini.

 

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Il giovane Pazienza

di Enrico Fraccacreta
Stampa Alternativa, 2001

Tutti coloro che apprezzano Pazienza conoscono la produzione bolognese e la sua vita in quegli anni. In questo libro, invece, si parla dei suoi anni "felici", scanzonati, scapigliati ma, dal punto di vista creativo, altrettanto fervidi. Diversamente fervidi. Il suo più grande amico, compagno di scuola e di disincanto, ce lo fa conoscere giorno dopo giorno fino alla sua partenza da San Severo, verso Pescara per il liceo artistico e poi verso Bologna.

 

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ANDREA PAZIENZA

ANDREA PAZIENZA - I segni di una resa invincibiledi
Rudi Ghedini

Il nome di Andrea Pazienza è associato a una stagione del fumetto, anzi di Bologna, anzi della “questione giovanile”; una stagione in cui si sono coagulati fermenti di creatività e anticonformismo, devianze consapevoli, con l’irruzione di nuove forme espressive. Nelle sue avventure a fumetti, Pazienza ha risucchiato e riversato letture, film, dialoghi spiati in osteria, l’accompagnamento sonoro delle radio libere, slang politico e giovanile. Fra il 1977 e il 1988, ha proposto una straordinaria esuberanza d’immagini, la massima varietà espressiva. Se esiste uno “stile Pazienza” è come quello di Picasso: continuamente diverso. Diversità nelle forme espressive (tavole singole, lunghe storie, copertine di dischi, locandine di film, illustrazioni, disegni di moda, costumi e fondali teatrali) e diversità nel tratto (da quelli volutamente rozzi e sbrigativi, alle autentiche coloratissime pitture). Pentothal, Pippo, Zanardi, Pompeo... aveva appena cominciato a raccontare e raccontarsi, sorprendendo ogni volta per le invenzioni e le provocazioni. Suo malgrado, è diventato un simbolo generazionale. “Il segno di una resa invincibile” è il titolo-ossimoro che diede a una pittura del 1983: un paesaggio verde-azzurro, con fiori rossi, un paio d’alberi e un sottile grattacielo giallo, che oltrepassa i fili elettrici e raggiunge l’altezza delle nuvole.

 

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Cinema

Manifesto del film City of Women di Federico Fellini

 


LONTANO DA DOVE

Disegno originale del manifesto del film di Francesca Marciano
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Bibliografia

OPERE A FUMETTI

La settimana ha otto dì - di Francesco Schianchi con illustrazioni di Andrea Pazienza, Squilibri Edizioni, Milano 1977

Aficionados - Primo Carnera Editore, Milano 1981; Editori del Grifo, Montepulciano 1992 e 1993

Andrea Pazienza (il libro rosso del Male) - Il Male Edizioni, I Quaderni del Male n.1, Roma 1981; Editori del Grifo, Montepulciano 1991

Le straordinarie avventure di Pentothal - Milano Libri, Milano 1982; Rizzoli Milano Libri, Milano 1989

Zanardi - Primo Carnera Editore, Milano 1983; Editori del Grifo, Montepulciano 1993 e 1994

Perché Pippo sembra uno sballato - Primo Carnera Editore, Milano 1983; Editori del Grifo, Montepulciano 1992

Pertini - Primo Carnera Editore, Milano 1983

Glamour Book - Glamour International Production, Firenze 1984

Tormenta - Milano Libri, Milano 1985; Editori del Grifo, Montepulciano 1992 e 1993

I Diritti Umani - Editrice Comic Art, Roma 1986

Agenda Verde 1986 - Editori del Grifo/Lega per l'Ambiente, Montepulciano 1986

Cattive compagnie - Babel Edizioni, Atene 1995

Glamour Book n.2 - Glamour International Production, Firenze 1986

Pazeroticus - Glamour International Production, Firenze 1987

Zanardi e altre storie - Editrice Comic Art, serie Grandi Eroi n.20, Roma 1988 e 1995

Pompeo. Fino all'estremo - Editori del Grifo, Montepulciano 1987 e 1994; Edizioni Di, Castiglione del Lago (Pg) 1997

Agenda Verde 1988 - Editori del Grifo/Lega per l'Ambiente, Montepulciano 1988

Zanardi. La prima delle tre - Editori del Grifo, Montepulciano 1988; Edizioni Di, Castiglione del Lago (Pg) 2004

Cose d'A. Paz - Primo Carnera Editore, Roma 1988

The great - Primo Carnera Editore, Roma 1988

Andrea Pazienza - Editrice Comic Art, serie Grandi Eroi n.32, Roma 1989 e 1995

Sturiellet - Editori del Grifo, Montepulciano 1989, 1992 e 1993

Sotto il cielo del Brasil - Editori del Grifo, Montepulciano 1990; Edizioni Di, Castiglione del Lago (PG) 2000

Zuttango - Editori del Grifo, Montepulciano 1991

Bestiario - Editori del Grifo, Montepulciano 1992; Edizioni Di, Castiglione del Lago (Pg) 2002

La leggenda di Italianino Liberatore - Editori del Grifo, Montepulciano 1994

Paz. Scritti, disegni, fumetti - a cura di Vincenzo Mollica; Einaudi, Milano 1997

Le straordinarie avventure di Pentothal. Edizione critica - a cura di Felice Cappa; Baldini&Castoldi, Milano 1997

Zanardi. Edizione critica - a cura di Felice Cappa; Baldini&Castoldi, Milano 1998

Pertini. Edizione critica - a cura di Felice Cappa; Baldini&Castoldi, Milano 1998

Favole - Edizioni Di, Castiglione del Lago (Pg) 1998

Gli ultimi giorni di Pompeo. Edizione critica - a cura di Felice Cappa, Baldini&Castoldi, Milano 2000

Zanardi 2. Istantanee - Baldini&Castoldi, Milano 2001

Satira 1977-1988 - Baldini&Castoldi, Milano 2001

Campofame - Edizioni Di, Castiglione del Lago (Pg) 2001; in allegato Tre canti di Moreno Miorelli, con copertina e retrocopertina di Pazienza

Francesco Stella - Coconino Press, Bologna 2002

Superpaz vol.1 - Coconino Press, Bologna 2003

L'arte di Andrea Pazienza - I Classici del Fumetto di Repubblica n.48, Panini 2004, Roma

Extrapaz - Coconino Press, Bologna 2004

Zanardi - Gruppo Editoriale L'Espresso, Milano 2006; raccoglie le storie pubblicate nel volume omonimo e in Zanardi e altre storie

Tormenta - Gruppo Editoriale L'Espresso, Milano 2006; include le storie Una estate e Il perché delle anatre

Pertini e altre satire - Gruppo Editoriale L'Espresso, Milano 2006

Pompeo - Gruppo Editoriale L'Espresso, Milano 2006; include la storia Lo specchio dei tempi e le illustrazioni realizzate per Tre cantidi Moreno Miorelli.

MISCELLANEA

La giungla del futuro, Francesco Mei; copertina di Pazienza, Cooperativa Scrittori, Roma 1977

Stalin loves, autore non identificato; copertina di Pazienza, Squilibri Edizioni, Milano 1977

Disamori, di Bruno Brancher; copertina di Pazienza, Squilibri Edizioni, Milano 1977

Dedicated to Corto Maltese, a cura di Vincenzo Mollica, Editori del Grifo 1981; due tavole di Paz

Musicomix, made in Italy - Artefact, Paris 1984

Paf. Pubblicità a fumetti, a cura di Silvano Mezzavilla, Editori del Grifo 1987; pubblicità Clear

I tanghi di Tango, Editori del Grifo, Montepulciano 1987; copertina e un'illustrazione di Paz

Cinema in Fumetto, a cura di Silvano Mezzavilla, Editori del Grifo 1988; quattro tavole di Paz

Una matita a serramanico, di Michele Mordente e Giuseppe Marano; Stampa Alternativa, Viterbo 1997; con Tamburini in un ritrattoinedito di Paz, e l'illustrazione Ranxerox, Tamburini e cane che abbaia

RIVISTE

Sono indicate in maniera schematica le principali collaborazioni di Andrea Pazienza, per durata e quantità di materiale prodotto. Vignette e tavole sparse compaiono in numerose altre riviste e pubblicazioni, tra cuiAGENDA VERDE, IL CERCHIO DI GESSO, GLAMOUR, ORIENT EXPRESS, SATYRICON.

All'estero alcune storie sono apparse sulle riviste Babel (GR), L'Echo des savanes (FR), El Vibora (ES).

Infine, la rivista IL GRIFO dall'aprile 1991 al maggio 1994 ha pubblicato materiale edito e inedito.

ALTER ALTER
Dall'aprile 1977 all'aprile 1986 (in maniera continuativa dal aprile 1977 al maggio 1979)

LINUS
Una tavola nell'agosto 1977, poi dall'aprile 1982 fino a marzo 1986

CANNIBALE
Dall'inverno 1977 al giugno 1979

IL MALE
In maniera continuativa dal settembre 1978 a marzo 1982

FRIGIDAIRE
Dal novembre 1980 all'ottobre 1986

CORTO MALTESE
Dall'ottobre 1983 al novembre 1985

FRIZZER
Da marzo 1985 al giugno 1986

TANGO
Dal novembre 1985 al luglio 1988

COMIC ART
Dal gennaio 1986 al luglio 1988 (+ settembre 88 postumo)

ZUT
In maniera continuativa dall'aprile 1987 all'agosto 1987 + n.3 e 4 febbraio 1988

TEMPI SUPPLEMENTARI
Dal marzo 1986 al settembre 1986

CATALOGHI

Dalla pop(ular) art all'arte popolare, catalogo della mostra collettiva Laboratorio Comune d'Arte "Convergenze", Pescara 1973

Storia di una convergenza, catalogo della mostra personale Laboratorio Comune d'Arte "Convergenze", Pescara 1975

Italia chiama Francia. Immagini a confronto, Pescara Fumetto, 1976

Satira e attualità politica. 41 disegnatori dal 1914 al 1981, Electa 1981

Registrazione di frequenze, a cura di F. Alinovi, C. Cerritelli, F. Gualdoni, L. Parmesani, B. Toso, catalogo mostra Galleria d'arte moderna, Bologna 1982

Nuvole a go-go: Altan Echaurren Pazienza, catalogo mostra Roma, settembre - ottobre 1983

I love Paperino, catalogo mostra Roma, 29 novembre 1984, Editori del Grifo 1984

Zark! Le Tavole Narranti, catalogo mostra Jesi, 20 luglio - 4 agosto 1985, Ed. del Grifo 1985

Catalogo 7^ mostra Napoli Comics, 9-15 dicembre 1985

Satyrhumor. Il fumetto satirico e umoristico, Glamour International 1987

Catalogo 3^ Fiera del Fumetto di Napoli, 22-25 maggio 1986, Napoli

Vampir/Vampart, catalogo 6^ Mostra Internazionale del Cinema di Fantascienza e del Fantastico, Roma Cinema Capranica, 26-30 maggio 1986, Editori del Grifo, due tavole di Paz

Catalogo 5^ Fiera del Fumetto di Napoli, giugno 1988, Napoli

Nuovo Fumetto Italiano: Frigidaire, Valvoline, Dolce Vita e dintorni, catalogo mostra Reggio Emilia, 29 giugno - 18 agosto 1991, Fabbri Editori 1991

Andrea Pazienza - catalogo mostra Roma 1-18 marzo 1991, Editori del Grifo, Montepulciano

Andrea Pazienza - catalogo mostra Siena 24 marzo - 5 maggio 1991, Editori del Grifo, Montepulciano

Lo spettacolo di Andrea Pazienza - catalogo mostra Ancona 4 luglio - 4 agosto 1995, Associazione Fahrenheit 451/Arci Nova, Ancona 1995

Gulp! 100 anni a fumetti, catalogo mostra Ferrara 3 aprile - 30 giugno 1996, Electa 1996

Schizzi e scazzi di Andrea Pazienza, catalogo mostra Acquaviva nei fumetti 21-28 luglio 1996

Sogno, catalogo mostra S. Benedetto del Tronto 8 dicembre 1996-19 gennaio 1997

Antologica, catalogo mostra Bologna 5 ottobre-16 novembre 1997, Baldini&Castoldi, Milano 1997

Il fumetto italiano. 90 anni di avventure disegnate, catalogo mostre storiche di Cartoomics 1998, a cura di Luigi F. Bona e Sergio Giuffrida, Editrice Superart, Milano 1998

Il Kossiga Furioso - catalogo mostra Bologna 1 giugno 2000

Andrea Pazienza. La vita e le opere, catalogo mostra Romics 3-6 ottobre 2002, Centro Fumetto Andrea Pazienza, Cremona

Andrea Pazienza. Segni e memorie per una Rockstar, a cura di ArteFumetto, catalogo mostra Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone (Go) dal 19 marzo al 26 aprile 2005

Andrea Pazienza 1956 - 1988, catalogo mostra Roma, Complesso del Vittoriano 17 settembre - 9 ottobre 2005

Uno ogni sacco d'anni, a cura di Gino Nardella, catalogo mostra fotografica di Apricena (FG) 5 - 28 agosto 2005


SUPPORTI MULTIMEDIALI

Andrea Pazienza. L'antologia illimitata, CD-Rom prodotto da Profile Multimedia, edizioni Arca, distribuito da L'Unità, 1997

VARIE

Castelvetro '91, catalogo VI^ mostra filatelica tematica, 31 agosto - 2 settembre 1991

Citapaz! a cura di Diego Cajelli, Edizioni Scuola del Fumetto, Milano 1993 e 1995

Paz!, sceneggiatura del film omonimo, a cura di Ivan Cotroneo, Renato de Maria, Francesco Piccolo, Arcana Libri, gennaio 2002

Massimo Zanardi. Che non mi si chiami fido, quindi, di Tomaso Pessina, collana I Cattivi, Bevivino Editore, Rimini 2004

PORTFOLIO

Amoroma. Dieci artisti per Roma, mostra Roma, Palazzo Braschi 21 aprile - 19 maggio 1985, Editori del Grifo, Montepulciano 1985

Sulla via della seta n.1, contiene 11 serigrafie di cui 7 di Andrea Pazienza (4 disegni inediti), tiratura limitata a 300 esemplari, Art Core Edizioni, Perugia 1989

Sulla via della seta n.4. Speciale Umbria Fumetto 1995, contiene 9 tavole inedite, Art Core Edizioni, Perugia 1995

Ritratti, riproduzione in tiratura limitata a 1200 esemplari di 6 quadri giovanili realizzata in occasione della mostra "Antologica" a Pescara, 25 aprile-21 giugno 1998

 

fonte Centro Fumetto " Andrea Pazienza"

 

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Gargano

Poco lontano da San Severo, dove abita fino ai 13 anni, si trova il promontorio del Gargano sulle cui coste la famiglia Pazienza trascorre le vacanze estive.
Territorio ricco di storia, testimone dei primi passi dell’uomo preistorico, consacrato dalla millenaria foresta Umbra e dalle impronte di Padre Pio, è un luogo molto evocativo.
Qui sono ambientante storie quali Il Partigiano e Pacco, qui sono state scritte le parole delle canzoni quale “Strano Paese”.
Qui è di casa anche la famiglia dei fratelli (e sorelle) Damiani, con cui Andrea stabilisce da subito una salda amicizia, e tanti altri personaggi che andranno poi a popolare le sue storie.
Per Andrea il Gargano rappresenta il punto massimo d’orgoglio del suo essere meridionale e ne nutrirà il suo senso di appartenenza.

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San Benedetto del Tronto

Andrea era molto orgoglioso del suo luogo di nascita: sua madre Giuliana lo aveva avuto su fragranti lenzuola di lino nella villetta liberty della sua famiglia, sul lungomare fiancheggiato da palme di San Benedetto del Tronto. Come racconta sua cugina Barbara Di Cretico: “Quando veniva a trovarci a San Benedetto, per me era festa. Radioso, solare, caldo, il fratello maggiore che avrei voluto Ingordo. Almeno 3 piatti di spaghetti. E poi chiacchiere, racconti. Diceva spesso : Che meraviglia! Di tutto. Di un fiore piccolo, di una canzone di Battisti (non era ideologico). Aveva il suo credo e amava Patty Smith, era andato al concerto degli Area, ma ascoltava in auto di mio padre anche le cassette di Frank Sinatra. Sentivo che era speciale. Al mio matrimonio indossò una cravatta (!), ma su una camicia gialla da paura. E poi disegnò per tutti durante la cena. Generoso e sprecone. Lui era anche così, con gli orecchini di ciliegie.

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Napoli

A Napoli Paz non ha mai vissuto veramente ma è la città che lo ha formato. A Napoli c’erano gli amici di San Menaio come Luigi e Isabella Damiani, c’erano le ragazze e la vita di città. A Napoli Andrea torna di sovente, in particolare è invitato d’onore al festival del fumetto diretto da Laura Cutolo e Guido Piccoli che per alcuni anni si è svolto negli spazi della Mostra d’Oltremare, dove dipinge in poche ore un meraviglioso murales dal soggetto mitologico (Vedi VIDEO). L’atmosfera di Napoli lo ha sempre favorito nella produzione di opere fra le più eccelse (vedi alcune famose pagine di Pentothal) , anche se durante l’ultimo soggiorno ci sono stati dei problemi e qualche delusione e da questo è scaturita la tavola “Pertini a Napoli”.

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MontePulciano

MONTEPULCIANO (1984- 1988)
Andrea arriva a Montepulciano quasi in fuga da Bologna e dalla piega che aveva preso la sua vita lì. Ce lo porta , l’editore e amico Mauro Paganelli spalleggiato da Vincenzo Mollica.
Andrea ha una casa affacciata sul tempio di san Biagio, ha molto lavoro e cerca di riprendere le fila fra alti e bassi. Frequenta i ragazzi di Montepulciano che lo adottano e con i quali scorrazza in moto. Produce tantissimo. E’ invitato al festival Tenco, come sempre, va a Parigi a trovare Tanino e si perde in Normandia, poi torna, provato ma pronto ad andare avanti.

La sua vita cambia quando a Roma conosce Marina Comandini, allora disegnatrice in erba, che sposa un anno dopo e con la quale condivide passioni, amici e viaggi ma anche alcune produzioni artistiche. Marina sarà con lui fino alla sua morte, avvenuta proprio nella loro casa di Montepulciano.


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Bologna

Andrea è giunto a Bologna da Pescara, per frequentare il corso del DAMS.
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Brasile

IN VIAGGIO BRASILE 1988
Sergio Angese, Iacopo Fo e Vincino propongono a Paz di partecipare all’elaborazione di un libricino di storielle dedicate ai viaggi che sarebbero uscite come allegato a Linus.
Le storie sarebbero state pubblicate anche su Master Viaggi, la rivista di settore di una grande agenzia turistica che sponsorizzava l’operazione offrendo viaggi per due ai quattro autori.

Disegnando la storia su Bali, Paz si paga questo viaggio in Brasile, mentre le due storie sul Brasile la scriverà al suo ritorno.
A Buzios soggiorna abbastanza da aver il tempo di dipingere in una discoteca due murales, che purtroppo sono andati perduti ma di cui conserviamo alcune fotografie (vedi contenuti extra) , Andrea li dipinge di notte, lavorando fino al mattino inoltrato.
Andrea soggiorna anche a Rio de Janeiro e visita Maceio, Olinda, Salvador de Bahia nella quale ambienta una delle due storie, ma il luogo veramente fatato è l’Amazzonia.
Andrea e Marina volano a Manaus e trovano una barca che risalirà per 200 km il Rio Negro fino all’arcipelago delle Anavilhanas, in un ambiente incontaminato e primordiale.
Una settimana così e, tornati a Manaus, non sarebbero mai più stati gli stessi.



Paz a Manaus visto da Marina

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Grecia

GRECIA 1987

La rivista Babel, prodotta ad Atene, organizzava un festival del fumetto e nel 1987 invita con tutti gli onori Andrea e altri importanti autori quali Josè Munoz e Alberto Breccia. Viene invitato anche Vincenzo Sparagna in qualità di direttore editoriale di Frigidaire.

Queste foto sono state scattate durante la visita al Partenone, avvenuta in una ventosa giornata di novembre.

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Bali

Nel giugno del 1986 Paz va a Bali in viaggio di nozze.
L’isola è sempre stata frequentata da artisti e poeti, ma proprio in quegli anni sta scoprendo la sua vocazione turistica di stampo internazionale e orientamento alternativo.
Qualche mese dopo, Sergio Angese, Iacopo Fo e Vincino propongono ad Andrea un nuovo progetto molto particolare: avrebbero prodotto un libricino di storielle dedicate ai viaggi che sarebbero uscite come allegato a Linus.
Le storie sarebbero state anche pubblicate su Master Viaggi, la rivista di settore di una grande agenzia turistica che sponsorizzava l’operazione offrendo viaggi ai quattro autori.
Per maturare crediti, Andrea si mette al lavoro raccontando del suo ultimo viaggio, quello di Bali appunto.


  • Pubblicato in Dopo il 1988

L'antologia Illuminata

1996 - La prima mostra su Cdrom

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Le strade del paesaggio

4 novembre - 11 Dicembre 2011. Quinta edizione del Festival del fumetto "Le strade del paesaggio" 

  • Pubblicato in Dopo il 1988

Vent'anni Dopo

Roma, Galleria A.A.M. Architettura Arte Moderna

26 Maggio al 31 Luglio 2008. Vent'anni dopo "Disegni e opere dell'inizio" a cura di Francesco Moschini e Gabriel Vaduva, mostra tenutasi a Roma nella Galleria A.A.M. Architerrura Arte Moderna.

 

  • Pubblicato in Dopo il 1988

Sogno

1996. Ascoli Piceno, S. Benedetto del Tronto - Assessorato alla Cultura

Pazienza dedicò a San Benedetto del Tronto "Sogno". C’è lui che parte in pattino alle 9 della mattina, si allontana dalla costa e vede la città come «una repubblica di palme e birilli»...

 

  • Pubblicato in Dopo il 1988

Andrea Pazienza

2004. Ischia, Galleria Ielasi

Mostra in Esposizione dal 19 Giugno a 15 Luglio 2004 patrocinata dal circolo "georges sadoul".

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Andrea Pazienza

1995. Ancona, Mole Vanvitelliana

"Certe volte vorrei essere uno psico-patico vero", Mole Vanvitelliana dal 4 Luglio al 4 Agosto 1995. 

  • Pubblicato in Dopo il 1988

Poliziano

2008. Montepulciano, Museo Civico

"Vita e opere di Andrea Pazienza a Montepulciano", Museo Civico da 1 al 30 Giugno 2008

 

 

  • Pubblicato in Dopo il 1988

Paz e Pert

2010. Roma, Palazzo Incontro

"Paz e Pert. Sandro Pertini  Andrea Pazienza". Fandango Incontro 6 Dicembre 2010

Extra

  1. Invito

 

  • Pubblicato in Dopo il 1988

Paz Art

2013. Città di Castello

"PazArt. L'arte di Andrea Pazienza" Città di Castello dal 28 Settembre al 20 Ottobre 2013.

 

Extra

  1. Invito
  2. Invito 2

 

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Una Estate

2008. Vico del Gargano, Palazzo della Bella

"Una estate. Saint'mnà, spiagge contigue e le altre bellezze del Gargano". Palazzo della Bella 19 Luglio 2008.

 

Extra

  1. Catalogo

 

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Superpaz

Coconino Press, Bologna 2003

All’interno della collana “Coconino Cahiers”, un nuovo capitolo dedicato ad Andrea Pazienza, un quaderno più ricco dei disegni veloci e accurati che il grande Paz disegnava ovunque.
Il tentativo donchisciottesco di rendere un’idea del formicolare costante di una mano mai sazia.

  

 

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Cannibale

Fandango Libri, Roma 2014 .

Una parte fondamentale della produzione di Paz, da tempo introvabile, apparsa originariamente sulle riviste che tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta hanno fatto la storia del fumetto italiano: alter alter, Cannibale, Frigidaire, Il Male, Tango, Zut e Comic Art.

Poco dopo la prima apparizione di Pentothal, Andrea Pazienza comincia a collaborare con Cannibale, dimostrando nelle storie realizzate sulla rivista di padroneggiare altrettanto bene la satira sociale. Seguono poi Il Male, e Frigidaire, frutti del fervore creativo di una redazione “particolare”, alimentata dall’en ergia di un’intera generazione. Per queste riviste, e per le tante altre con cui Andrea collabora, realizza storie attese in edicola con trepidazione dai lettori, raccolte in albi diventati mitici tra gli aficionados, e ormai da tempo introvabili. Con Cannibale  comincia la raccolta e la riorganizzazione definitiva di questa parte fondamentale dell’opera di Andrea Pazienza. Quello che colpisce particolarmente è la straordinaria capacità di cambiare registro da una storia all’altra, e da una rivista all’altra, mantenendo una riconoscibilità assoluta. Dal comico al tragico fino al grottesco, un’esplosione di sensazioni e stati d’animo che si alternano a volte nello spazio di poche vignette, costruendo con pochi tratti personaggi e atmosfere capaci di imprimersi indelebilmente nella memoria del lettore.

 

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Extrapaz

Coconino Press, Bologna 2004

I primi disegni di Andrea ad essere pubblicati sono quelli che illustrano il libro di Francesco Schianchi “La settimana ha otto dì”. Si tratta di storie e filastrocche dedicate ai bambini, ma siccome sono tempi in cui tutto è politica (il libro è del 1977), persino rime e giochi di parole hanno qui il compito di educare i piccoli alla rivoluzione. Il tono, naturalmente, è ironico e scherzoso e il tratto del giovanissimo Paz mostra in nuce già tutte le qualità che in seguito ne caratterizzeranno lo stile: immagini ricche di fantasia e di empatia immediata. Tutti i disegni sono in bianco e nero e quasi tutti rappresentano animali umanizzati (come vuole la tradizione Disney letta da Barks), dall’immancabile Pippo ad improbabili esemplari di alce con spinello in bocca. Andrea disegna anche la prima e la quarta di copertina, per il resto mette le sue illustrazioni a disposizione dei testi di Schianchi. “La settimana ha otto dì” è un albetto brossurato di 93 pagine stampato dalla casa editrice Squilibri ed è il primo titolo della bibliografia ufficiale di Andrea Pazienza.

F.Graziadio

  

 

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La settimana ha otto dì

Edizioni Squilibri

I primi disegni di Andrea ad essere pubblicati sono quelli che illustrano il libro di Francesco Schianchi “La settimana ha otto dì”. Si tratta di storie e filastrocche dedicate ai bambini, ma siccome sono tempi in cui tutto è politica (il libro è del 1977), persino rime e giochi di parole hanno qui il compito di educare i piccoli alla rivoluzione. Il tono, naturalmente, è ironico e scherzoso e il tratto del giovanissimo Paz mostra in nuce già tutte le qualità che in seguito ne caratterizzeranno lo stile: immagini ricche di fantasia e di empatia immediata. Tutti i disegni sono in bianco e nero e quasi tutti rappresentano animali umanizzati (come vuole la tradizione Disney letta da Barks), dall’immancabile Pippo ad improbabili esemplari di alce con spinello in bocca. Andrea disegna anche la prima e la quarta di copertina, per il resto mette le sue illustrazioni a disposizione dei testi di Schianchi. “La settimana ha otto dì” è un albetto brossurato di 93 pagine stampato dalla casa editrice Squilibri ed è il primo titolo della bibliografia ufficiale di Andrea Pazienza.

F.Graziadio

  

 

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Storia di Astarte

Fandango Libri

“Storia di Astarte” è l’ultima storia di Andrea Pazienza, lasciata incompiuta a causa della sua morte. Ce ne restano dieci pagine in bianco e nero dense di un disegno ricco e maturo. Astarte è il nome del cane di Annibale, che si presenta in sogno all’autore per dettargli la storia sua e del suo padrone. Una storia che percorre tutti gli angoli del Mediterraneo prima di fissare il suo evento dinamico nella campagna di Cartagine contro Roma. Astarte segue Annibale attraverso le Alpi e nella sua prima battaglia con i legionari, dalla quale si ritrae spaventato da un cane romano. L’ultima vignetta lo ritrae sdraiato e sereno con suo fratello Baal, «vicini per l’ultima volta», lasciandoci nel dubbio sulla sorte che avrebbe colpito l’uno o l’altro. Una storia dove i cani parlano con gli uomini e gli uomini, in questo caso Annibale, condividono le loro strategie con i cani. Un racconto sospeso in un passato crudele quanto glorioso, definito da un tratto straordinariamente ricco di dettagli. A pubblicarla, nel luglio del 1988, fu la rivista Comic Art diretta da Rinaldo Traini, che venne aspramente criticato da una parte dei suoi lettori per aver iniziato a presentare i lavori di Andrea. Anche Paz, a sua volta, aveva tentennato prima di accettare la collaborazione temendo che il compassato editore romano potesse proporgli di edulcorare le sue storie – sia nei temi trattati che nella rappresentazione grafica. Per evitare di incorrere in odiosissime censure si presentò con due lavori crudissimi: “Cuore di mamma” e “Cenerentola 80”. Le storie uscirono intatte, cementando la fiducia fra Traini e Pazienza, ma furono molte le proteste di parte dei lettori di Comic Art. Fra le accuse un: “Questo non sa disegnare” che fece infuriare Pazienza e lo spinse a immaginare, per il prosieguo della collaborazione, avventure più definite dal punto di vista grafico. Fra cui, appunto, “Storia di Astarte”. Particolare l’edizione curata da Fandango, dove le tavole sono state scorporate per ingrandire singole vignette e gruppi di immagini. Un lavoro certosino e necessario per poter godere dei mille particolari con cui Pazienza aveva arricchito i disegni.

Contenuti Extra

Roberto Saviano Astarte di Andrea Pazienza

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Storie brevi

Fandango Libri

“Storie brevi” è la più completa raccolta delle… storie brevi di Andrea. Per la prima volta troviamo in un unico volume l’enorme numero di lavori che si concludevano in poche pagine, fino alle tavole autoconclusive che costituiscono uno dei “marchi di fabbrica” di Pazienza. Colore e bianco e nero, politica e quotidiano, satira e commedia nera si alternano in un caleidoscopio di emozioni. La discontinuità del registro stilistico vale per l’aspetto linguistico come per la scelta del segno: Paz era uno sperimentatore e amava variare la struttura del disegno e quella della composizione grafica per adeguarle alle esigenze del racconto. Uno sforzo che appare lampante nello scorrere le pagine di questo libro, che dimostra tutta la versatilità del talento artistico di Andrea. Un volume importante, perché consente di recuperare tavole e piccoli gioielli divenuti con il tempo introvabili sul mercato, più alcuni inediti per la gioia dei collezionisti.
Il libro, pubblicato per i tipi della Fandango nel 2008, ha l’ambizione della raccolta “integrale” e ospita quindi storie uscite praticamente su tutte le riviste legate alla redazione di via Lorenzo Valla, l’immutabile luogo fisico teatro delle avventure editoriali di un gruppo prolifico quanto disordinato e caciarone: Cannibale, Il Male, Tango, Zut, Frigidaire e altre.

F.Graziadio

  

 

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Francesco Stella

Coconino Press, Bologna 2002

Pazienza aveva poco più di venti anni quando inventa il personaggio di Francesco Stella. O forse sarebbe più corretto dire “I” personaggi di Francesco Stella, perché più che di un uomo sembra che qui si parli di una moltitudine. La sua prima “interpretazione” si deve a “Cannibale”, dove Andrea lo fa debuttare a colori nella surreale “Francesco Stella: 1936”, ma è sulle pagine di “Frigidaire” che Andrea si diverte a confondere le acque sempre di più. In un caleidoscopio di colori sgargiantissimi un ignoto narratore-critico musicale celebra la scomparsa della rockstar Francesco Stella ripercorrendone la biografia in una serie di tableaux surreali. “Francesco Stella, vita e gite” esce nel febbraio del 1981, otto tavole senza vignette, in cui il racconto è affidato alle didascalie e ricche di immagini che vedremo spesso scelte – isolate – per rappresentare il talento grafico di Pazienza.
Il volume “Francesco Stella” viene pubblicato nel 2002 dalla casa editrice Coconino, il cui direttore artistico è Igort, vecchio amico di Andrea e spassionato ammiratore del personaggio. Oltre a “Francesco Stella: 1936” e a “Francesco Stella, vita e gite” il libro ripropone anche il racconto di guerra “Aficionados”, di cui abbiamo scritto a parte. Il tenente a capo del blindato protagonista dell’avventura coloniale è infatti un ex maestro di tennis livornese che risponde al nome di… Francesco Stella. Stavolta forse nel suo travestimento più riuscito.

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Campofame

Edizioni Di, Castiglione del Lago (Pg) 2001

“Campofame” è la storia dell’uomo che uccise la morte e delle conseguenze di questo atto impossibile. Nel 1987 il poeta Moreno Miorelli spedisce a Pazienza le fotocopie del poema di Robinson Jeffers e Andrea inizia a lavorare alla storia. L’esito è un viaggio duro che, nella prima parte, affida a rare didascalie il difficile compito della narrazione e a un segno ricco e maturo il compito di raffigurare le visionarie immagini di Jeffers. Quasi muto il surreale corpo a corpo fra Campofame e il Mietitore; cupo il tratto, con colori spessi a iscurire la tavola. Rari tagli di luce illuminano Campofame, mentre il rosso del sangue si sparge sempre più lucido fra i disegni. Quando avviene l’impossibile sulla terra non muore più nessuno, ma nessuno lo ringrazierà per questo. Persino la vecchia madre, per la quale ha lottato con la Morte, si rivolterà dura contro di lui, rivelandogli l’inferno che è la sua vita al netto della pietose bugie.
Campofame esce sulla rivista di Rinaldo Traini “Comic Art” e viene stampata in volume su “Zanardi e altre storie” e poi come titolo a sé dalla Edizioni Di nel 2001. Quest’ultimo volume raccoglie “Campofame”, i disegni realizzati da Paz per il poema “Tre canti” dell’amico Miorelli e la “Testimonianza” di quest’ultimo sul suo rapporto con Andrea Pazienza.

F.Graziadio

  

 

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Bestiario

Editori del Grifo, Montepulciano 1992

Andrea Pazienza si è sempre vantato di essere capace di disegnare «qualsiasi cosa in qualsiasi modo» e la sua padronanza nel disegno a mano libera, il modo in cui riusciva a creare figure complesse e dettagliate senza alcuno sforzo apparente costituivano, da parte dei suoi amici-colleghi della banda del Male e di Frigidaire, l’oggetto di una invidia fortissima e ripetutamente espressa in pubblico. Un talento, quello del disegno, che troviamo in tutti i libri, in tutte le storie di Paz, ma che trova nel “bestiario” la sua più naturale ambientazione.
Qui, infatti, Andrea disegna senza l’assillo del racconto. Come spesso accade per le sue cose, Pazienza riesce comunque a raccontare anche con due tratti di pennarello apparentemente casuali, ma la libertà dall’obbligo della narrazione figurativa gli regala la possibilità di esplorare forme e mondi senza alcuna restrizione. Il risultato è un volume che affascina per la ricchezza e la varietà del suo contenuto, dove convivono potenti ritratti in pennarello nero e complesse composizioni a colori finemente tratteggiate.
Andrea amava gli animali (ma non amava prendersene cura, ammise in una breve autobiografia) e amava osservare. Sfogliando il libro troviamo la tensione plastica dei felini a riposo e prima dell’azione, la cura per il dettaglio di piccoli insetti, paperi e non solo umanizzati in omaggio all’amato Barks. Disegni realizzati per l’Agenda verde di Legambiente fra il 1984 e il 1987, poi esposti alla Fiera del fumetto di Lucca ed infine raccolti in volume da Editori del Grifo nel 1992. Nelle 240 pagine che lo compongono, oltre a disegni e illustrazioni troviamo i testi di Fulco Pratesi e Marina Comandini. Nell’edizione del 2002 (Edizioni Di), anche un intervento del suo amico e pittore Moreno Miorelli e un brano tratto da “Una estate” dello stesso Pazienza. L’edizione proposta da Little Nemo è invece particolare: solo 350 esemplari in carta Fedrigoni da 170 grammi con le prime dodici copie numerate in cifre romane e contenenti un disegno originale di Andrea.

F.Graziadio

  

EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Edizioni Di, Castiglione del Lago (Pg) 2002

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The Great

Primo Carnera Editore, Roma 1988

Il volume esce a pochi mesi dalla sua scomparsa e raccoglie storie e disegni pubblicati per la prima volta su Frigidaire. Vincenzo Sparagna ha suddiviso il materiale inedito in volume fra due titoli “pirata” per ottenere il miglior risultato economico possibile, operazione affatto gradita ai familiari di Andrea: “The great”, per l’appunto, e “Cose d’A Paz”. Un disappunto dovuto alla scelta di Sparagna di fare cassa assemblando in questi volumi anche disegni che Andrea aveva scartato per il suo puntiglioso perfezionismo (leggi rispetto per i lettori).

Il libro conosce un immediato successo commerciale e conquista il pubblico grazie alla freschezza dei suoi contenuti. Insieme a disegni sparsi e illustrazioni realizzate per la prima, seconda, terza e quarta di copertina l’antologia ripropone tredici storie brevi uscite su Frigidaire dal 1980 al 1986. Storie brevi, alcune brevissime, dove ritroviamo intatta la poetica di Andrea Pazienza. Il tratto è quello discontinuo che caratterizza la sua frenetica produzione di quegli anni. A racconti caratterizzati da un disegno semplice e lineare si alternano quelli dove Pazienza sperimenta le evoluzioni del suo segno grafico. Il linguaggio è quello che lo ha reso famoso: intimo, confidenziale, godibile e i temi affrontati con la sua dissacrante ironia sono i più vari, secondo la consuetudine delle collazioni.

F.Graziadio

 

 

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Il libro rosso del male

Il Male Edizioni, I Quaderni del Male n.1, Roma 1981.

La satira di Pazienza è unica nel suo genere e riesce a far sembrare quasi tutto quello che viene pubblicato in quel periodo improvvisamente vecchio, stantio, ammuffito. La sua ironia fanciullesca e irriverente arriva dritta al pubblico – giovane e meno giovane – che in quel periodo consuma fumetto in quantità massicce. A fare la differenza, in questo caso, non è solo il disegno, ovviamente discontinuo come sempre accade nelle raccolte ma comunque già pienamente maturo, quanto la varietà di punti di vista con cui arricchisce lo sguardo sul suo tempo. Una galleria impressionante di gag, battute graffianti e piccole storie come quella famosissima de “Il partigiano” grazie alle quali Paz comincia a costruire il suo complicato rapporto con il Movimento bolognese: da un lato alfiere celebre, «una rock star», come ama definirsi lui stesso; dall’altra un groviglio di sospetti e malintesi dovuto all’incapacità di Andrea di allinearsi a quelli che erano i temi e le parole d’ordine dei gruppi extraparlamentari di sinistra. Nulla, comunque, che possa arrestare il successo di questo libro, passato di mano in mano come una reliquia in tutte le case degli studenti universitari per decenni e sempre ricercatissimo dai collezionisti. La ragione è evidente sfogliandone le pagine: “Il libro rosso del Male” contiene in nuce tutti gli elementi della poetica di Andrea Pazienza. Il talento nel disegno, la divertita ironia, la capacità di inventare un linguaggio personale e diretto e anche quella tensione drammatica che farà da sottofondo a tutta la sua produzione artistica. Un grande affresco di costume, capace di raccontare l’Italia di quegli anni da un punto di vista originale e umano. Persino i personaggi pubblici, gli uomini politici del tempo vengono da Pazienza raffigurati sotto il profilo privato, definendo quello che sarà uno dei tratti distintivi della sua poetica. Il volume raccoglie strisce e vignette uscite sul settimanale satirico “Il Male” fra il 1979 e il 1980 ed entra di prepotenza nell’immaginario collettivo di quegli anni. 

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EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Editori del Grifo, Montepulciano 1991

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Visca

Fandango Libri, Roma 2006.

In principio fu l’avvoltoio (Andrea sul trespolo dell’aula di disegno a provocare, immobile, il prof). O forse le caricature (Andrea che disegna per far ridere i compagni). Poi Sandro Visca mette a fuoco i ricordi ed ecco che dalle tenebre dell’oblio esce “Don Biscotte della Mancia”, prima storia a fumetti disegnata da Andrea Pazienza studente liceale in quel di Pescara. E il Don Biscotte del titolo è proprio lui: il professor Sandro Visca, docente di Figura disegnata, di soli elmo e foglia di fico coperto, diventato suo malgrado protagonista delle avventure del più talentuoso dei suoi allievi. Quando Andrea frequenta l’Artistico a Pescara inizia con il disegnare caricature di insegnanti e compagni di classe. Visca lo scopre e lo incoraggia a non accontentarsi. La risposta dello studente è inattesa: tre giorni senza presentarsi a scuola, poi arriva con una cartelletta e la mette in mano al professore. Dentro c’è, appunto, la sua prima storia a fumetti. Andrea ha raccolto il suo invito rendendolo il protagonista dell’avventura. E non aveva ancora sedici anni.
Sarà solo la prima di una lunga serie. Sandro Visca, baffi scuri e lunghi ricci neri, diventa l’involontario protagonista di una serie di strampalate avventure, non solo scolastiche, che lo accompagneranno per tutto il periodo pescarese di Andrea. Avventure disegnate su carta di ogni tipo, spesso a quadretti o addirittura millimetrata, fogli di fortuna. Fra i due nasce una amicizia che è anche rispetto artistico, tanto che sarà proprio Visca ad introdurre Pazienza alla galleria d’arte “Convergenze”, della quale diventerà un instancabile animatore.
Tutte le storie e le vignette di questo periodo giovanile sono raccolte nel volume “Visca” della Fandango, 164 pagine brossurate che fanno luce su uno dei periodi meno scandagliati della breve vita di Andrea Pazienza.

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Favole

Edizioni Di, Castiglione del Lago 1998.

Fanciullo e sognatore Andrea Pazienza lo appare sempre, perché si può riconoscere l’approccio di bimbo anche nei suoi più oscuri viaggi nell’inconscio. Ma “Favole” è davvero l’incursione, colorata e accattivante, in un mondo bambino. Due brevi racconti inventati, ci spiega Vincenzo Mollica in una delle due introduzioni, per un fanciullo appena nato di nome Lorenzo. Sceneggiature esili ma di grande efficacia, sul filo del gioco linguistico da sempre caratteristica della poetica di Andrea. Piccole poesie, si potrebbero infatti definire le storie “A che serve un perepé” e “Il leone Pancrazio”, dove Paz lavora per sottrazione raggiungendo quella semplicità che arriva dritta al cuore dei bimbi. Dello “stupore” con cui Andrea affrontava le esperienza del mondo ci scrive invece la moglie Marina Comandini nella seconda introduzione del volume, ma qui Marina è davvero parte integrante del progetto artistico, perché i colori passati da lei sono parte importante dell’atmosfera dei due racconti. «Colorai con i pennarelli questi bellissimi disegni – scrive sempre Marina a concludere la sua introduzione – ed entrai per la prima volta accompagnata per mano dal suo autore, nell’incredibile mondo di Andrea Pazienza».
Il volume “Favole” esce la prima volta nel 1986 e viene ristampato in più occasioni e da diversi editori.

F.Graziadio

  

 

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La leggenda di Italianino Liberatore

Editori del Grifo, Montepulciano 1994

In parte metafumetto in parte divertissement autoreferenziale, “La leggenda di Italianino Liberatore” è un omaggio di Andrea Pazienza al suo compagno di disegni e di avventure Tanino Liberatore, disegnatore di Ranxerox. Paz e Liberatore iniziano a frequentarsi al collegio dei gesuiti di Pescara che sono entrambi ancora minorenni per non “lasciarsi” più. Il Male, Cannibale, Frigidaire: dove va uno va anche l’altro in un continuo stimolarsi, correggersi, sfottersi cinicamente molto più spesso che amabilmente. E’ Andrea a strappare Tanino all’architettura e a coinvolgerlo in tutte le sue avventure editoriali. La pubblicazione della storia inizia su Frizzer nel giugno del 1985 e dopo la chiusura di questa rivista si conclude su Tempi supplementari nel 1986. Si conclude per modo di dire, visto che il finale resta aperto, con un Liberatore catturato in una avventura sessuale dai risvolti complicati.
Anche in principio della storia Liberatore è in catene. Francia e Italia scambiano i loro campioni di notte su un ponte: da un lato Michel Platini, fresco vincitore del terzo Pallone d’oro consecutivo e ormai definitivamente leggenda calcistica, dall’altro un baule con dentro una specie di orco barbuto vestito di improbabili short jeans e storica maglietta di Frigidaire che parla solo abbruzzese stretto: Tanino Liberatore, appunto. Parte così un’avventura folle e circolare, dove Paz si diverte a prendere in giro il suo amico di sempre ma anche Stefano Tamburini (autore e primo disegnatore di Ranxerox) e Vincenzo Sparagna: Paz e il patron di Frigidaire iniziano a litigare sui pagamenti e Andrea fa diventare anche questo parte della storia. 

F.Graziadio

 

 

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Sotto il cielo del Brasil

Editori del Grifo, Montepulciano 1990.

Tutta la vita di Andrea Pazienza è sempre stata “pubblica” e “Sotto il cielo del Brasil” ne è la dimostrazione più plastica. In questo caso è lo stesso Paz a evitare dubbi a critica e lettori: il protagonista delle due storie raccolte nel volume si chiama Andrea Pazienza e la sua compagna di viaggio è la moglie Marina Comandini. Anzi, il viaggio a Bali che verrà da lui rappresentato in una sintetica avventura dai toni spiccatamente comici, altro non è se non il viaggio di nozze dei due. Paz si diverte a raccontare posti e turisti, indigeni e panorami mettendo al centro della scena un se stesso surreale e curioso, pronto ad affrontare qualsiasi avventura con fanciullesca incoscienza. Tic e luoghi comuni del viaggiatore (le problematiche legate al cibo sconosciuto, alla lingua ignota…) vengono ripresi e reinterpretati a modo suo, finendo con il comporre un diario di viaggio atipico e divertente.
“Sotto il cielo del Brasil” è il risultato della collaborazione fra Andrea Pazienza, Angese, Vincino, Jacopo Fo e una importante agenzia di viaggi. Il risultato era l’albetto “Avaj” (acronimo dei nomi degli autori) distribuito insieme a Linus. Il volume, postumo, esce per gli Editori del Grifo e viene successivamente ristampato da Edizioni DI. Sono lì raccolte due storie: il viaggio a Bali e quello in Brasile che dà il titolo al libro.

F.Graziadio

 

EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Edizioni Di, Castiglione del Lago 2000

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Sturiellet

Editori del Grifo, Montepulciano 1989.

Straziante, intimo e irriverente. Il Pazienza che conosciamo attraverso le storie raccolte in “Sturiellet” è quello dell’infanzia e delle confessioni a cuore aperto. C’è tutta la sua famiglia, in “Sturiellet”: la madre amata teneramente, il padre silenzioso protagonista di “Estate”, il fratello Michele compagno di giochi. C’è la moglie Marina e anche una ricca scelta di “amici”, quelli famosi raccolti nella divertentissima “Prolisseide. Tutti gli uomini importanti che mi hanno conosciuto”, titolo che la dice lunga su Andrea e che tanto somiglia al “Sono apparso alla Madonna” di Carmelo Bene. Ma questa volta è proprio Andrea il protagonista di quasi tutte le avventure pubblicate nel volume, un viaggio nella sua vita nel quale non ci risparmia nemmeno le figuracce. I microritratti degli uomini importanti che lo hanno conosciuto sono spassosi e ricchi di aneddoti ghiottissimi per gli appassionati di Paz, ma anche nelle storie non propriamente biografiche e autobiografiche raccolte nel volume – “Prof’s”, “Cucù al Salamone - si ritrova il sapore dolceamaro dell’umorismo di Andrea.

“Sturiellet” viene pubblicato dagli Editori del Grifo per la prima volta nel 1989 e poi ristampato più volte. Raccoglie storie brevi uscite su “Zut” e “Tango” fra il 1987 e il 1988.

F.Graziadio

EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Editori del Grifo, Montepulciano 1992, 1993

 

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Cose d'a Paz

Primo Carnera Editore, Roma 1988.

Centinaia di vignette, decine di pagine autoconclusive, disegni e scarabocchi, tutto compresso in 180 pagine. “Cose d’A Paz” è la raccolta “gemella” di “The Great” e come questa è stata realizzata da Vincenzo Sparagna, “patron” di Frigidaire, all’indomani della scomparsa di Andrea. Sparagna ha monetizzato il lutto di una generazione con una disinvolta operazione commerciale in cui ha utilizzato tutto il materiale che Paz aveva lasciato nella redazione romana di Frigidaire. A chiudere il corposo volume una sola storia “lunga”, quella dedicata da Andrea all’amico Tanino Liberatore e rimasta incompleta, per il resto nella raccolta si trova davvero di tutto: schizzi preparatori e disegni di ogni tipo, ma soprattutto una miriade di vignette stampate strette ad affollare le pagine, con un risultato graficamente discutibile. Non si parla solo, comunque, di materiale di risulta. Nel libro sono riproposte anche alcune delle vignette più note di Andrea (“Ma allora è viola”, o la serie “Prima pagare poi Gino”, solo per citarne un paio) e il successo commerciale dell’antologia conferma il gradimento del pubblico per tutto quello che riguardava Pazienza. 

F.Graziadio

 

 

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Pazeroticus

Glamour International Production, Firenze 1987.

l sesso è un filo rosso che si dipana lungo tutta l’opera di Paz. Quello di Andrea era un sesso esibito, scabroso, a tratti infantile nella sua quotidianità pecoreccia ma che riusciva anche ad essere tenero senza alcun imbarazzo. Senza dimenticare la componente drammatica, fedele compagna di viaggio dell’eros tanto quanto della poetica dell’artista pugliese. Disegni in bianco e nero e a colori di un erotismo mai uguale a se stesso (a parte le divertentissime variazioni sul singolo tema, anche queste caratteristiche dell’artista). Una visione della sessualità che scandaglia l’atto dell’accoppiamento nelle sue molteplici possibilità con curiosità divertita e dissacrante. Senza veli né censure, come si deve ad una pubblicazione dedicata all’argomento, ma anche con una angolazione originale, come ci si aspetta dallo sguardo di Pazienza.
Pazeroticus esce per la prima volta nel 1987. Erano anni in cui Internet non esisteva e l’erotismo a fumetti garantiva ancora robusti incassi. Glamour International era una piccola casa editrice toscana specializzata nella realizzazione di libri d’arte dedicati agli autori di fumetto – con particolare attenzione all’erotismo e alla pornografia - e non poteva lasciarsi sfuggire un talento come Andrea. Il volume viene stampato in 200 copie numerate e firmate dall’autore, andando esaurito in un amen e raggiungendo prezzi stratosferici sul mercato dell’usato. Dopo 25 anni, nel 2012, la Fandango lo ha riproposto per il grande pubblico con una bella prefazione di Milo Manara ad accompagnare le tavole.

F.Graziadio

EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Fandango libri, Roma 2011.

  • Pubblicato in Monografie

Tormenta

Milano Libri Edizioni.

“Tormenta” esce quando Paz è già un autore affermato e raccoglie subito i favori del pubblico. Il volume esplora linguaggi e tematiche differenti sia sotto il profilo linguistico che sotto quello del segno e dell’organizzazione della tavola. Come in molte delle raccolte di Andrea i temi drammatici si alternano a quelli comici, con una forte discontinuità anche nella scelta del segno da utilizzare.

“Pasqua”, “Finzioni” e per certi versi “Il segno di una resa invincibile” testimoniano dell’Andrea capace di sintetizzare in poche tavole dal crudo sapore realistico pensieri e fatti che partendo da un sentire che può essere condiviso diventano universali. La struttura della tavola resta semplice come del resto quella del racconto, ma ci restituisce un mondo di abissi e nichilismo che di semplice ha ben poco. In alcune delle altre storie, segnatamente in “Piccola guida del West” e “Detective mama”, Andrea taglia il racconto in modo diverso, ponendo una figura ben dettagliata al centro della scena e lavorando molto sulle didascalie. Solo due storie (“Armi” e “William Blake – Proverbi infernali”) sono a colori, tutte le altre in bianco e nero.

Tormenta raccoglie storie brevi, alcune elaborate con l’importante collaborazione di Marcello D’Angelo, pubblicate da Andrea fra il 1977 e il 1984. La prima stampa (1985) si deve ai tipi della Milano libri edizioni, poi la raccolta verrà riproposta dagli Editori del Grifo e, nel 2006, dal gruppo Espresso-Repubblica per la Panini. Dieci storie in tutto: Armi, Appuntamento, Sogno, Allamm Echt Temmùrt, Detective mama, William Blake – Proverbi infernali, Pasqua, Finzioni, Il segno di una resa invincibile, Piccola guida ragionata del West.

F.Graziadio

EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Tormenta, Editori del Grifo, Montepulciano 1992

  • Pubblicato in Monografie

Perché Pippo sembra uno sballato

Primo Carnera editore.

A dare il titolo alla raccolta una stralunata avventura di Pippo, personaggio amatissimo da Paz, che lo infilava spesso in storie e vignette. Stavolta Pippo è in fuga dalle major americane e si rifugia nel deserto, dove viene raggiunto dal suo “socio” Topolino incaricato di riportarlo indietro. Pippo sarà costretto ad accettare, ma per sopportare lo stress da set si affida al thc… Soluzione che gli conferisce la sua caratteristica aria frastornata. Paz era un amante di Carl Barks e del mondo dei paperi, mentre Topolino rappresentava un modello di americano medio lontanissimo dalle sue cose, una connotazione che non si estende anche a Pippo.
Della raccolta fanno parte anche “Topi”, “E per me un Ancomarzio”, “La scuola”, “Prixicel!”, “Agnusdei”, “Acido”, “SuperPazienza”, “Senza Titolo”, Ritorno alla campagna”, “Rizzati Rizzati”, “Francesco Stella” e “Allegro con fuoco”.
Come in quasi tutte le raccolte antologiche di Andrea lo stile è molto discontinuo. Alle tavole meglio organizzate e più definite nel disegno si alternavano quelle che si diceva fossero “tirate via” e che costituiscono invece un tratto tipico dello stile di Paz. Anche la ricerca linguistica è quella delle opere di quel tempo, irresistibile il dialetto mistomeridionale che Andrea mette in bocca al totem della Walt Disney senza alcun timore.
Il volume, pubblicato dalla Primo Carnera Editore nel 1983, raccoglie tredici storie brevi uscite fra il 1977 e il 1980 sulle riviste con le quali Paz collaborava in quegli anni (Il Male, Cannibale, Frigidaire).

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EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Fandango Libri, Roma 2012

  • Pubblicato in Monografie

Pertini

Primo Carnera Editore, Milano 1983.

Sandro Pertini è stato probabilmente il presidente della Repubblica più amato dagli italiani e Andrea Pazienza in questo non ha fatto eccezione. Pert (così lo aveva affettuosamente ribattezzato) diventa così il protagonista di una lunga serie di disegni, vignette, piccole storie che attraversano un lungo arco temporale e impegnano tutte le riviste con cui Pazienza collabora: a partire da Il Male e fino a Frizzer, passando dai soliti Frigidaire e Il Cannibale. Paz riserva a Pertini un trattamento di favore, differente da quello che ritagliava agli altri uomini politici - quelli che entravano nel suo radar e che sono comunque stati pochissimi – Paz era affascinato dalla personalità di Pertini, che in quegli anni si andava sempre più caratterizzando per la sua trasparenza, per la sua integrità morale, qualità che si aggiungevano al coraggio militante che aveva dimostrato durante la guerra. Pertini era un vincente e le sue qualità morali avevano fatto breccia nel disegnatore di fumetti. La simpatia era reciproca, visto che Pertini fece telefonare a Vincino per invitare Andrea al Quirinale. Vincino, però, non disse nulla a Pazienza e si presentò dal presidente della Repubblica al suo posto con Vincenzo Sparagna, cosa che Paz non gli perdonò mai.
La serie più interessante è forse quella di “Pertini il partigiano”, 33 tavole autoconclusive dove affianco al presidente-partigiano Pert troviamo la giovane spalla Paz. Il disegno è semplice e caricaturale, il registro linguistico, al solito, surreale e ricco di inventiva. Una serie a parte è quella dedicata al rapporto fra il presidente e l’universo politico a lui contemporaneo, dove Paz si concede per suo tramite giudizi trancianti su tanti protagonisti di quegli anni, ma in seguito le due serie verranno pubblicate insieme. Al di là delle storie, resta questo filo rosso di affetto che scorre per anni fra disegni, vignette e copertine e che vede come tratto comune la simpatia con cui tavola per tavola Paz racconta uno dei più grandi personaggi civili di quegli anni. Le storie su Pertini vengono raccolte da Primo Carnera Editore in un unico volume dal titolo, appunto, “Pertini” uscito nel 1983 e ristampato più volte.

F.Graziadio

EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Fandango Libri, Roma 2012

  • Pubblicato in Monografie

Pompeo

Grifo Edizioni, Castiglione del Lago ( Pg) 1987.

Per molti “Pompeo” è il testamento artistico di Andrea Pazienza, non solo perché racconta la discesa del protagonista nell’inferno dell’eroina con taglio lucido e freddo, ma anche per i continui riferimenti e rimandi alla sua vita e alle sue opere precedenti di cui Paz infarcisce tutte le tavole. In questo caso la sovrapposizione fra l’artista e il personaggio non è solo suggerita o sublimata: Pompeo è Andrea Pazienza e la sua storia è quella dell’artista. Lo stesso autore dirà di aver messo «le viscere sul tavolo».
La struttura del racconto parte con piglio diaristico, ma il flusso narrativo vira continuamente sulle coordinate dello spazio e del tempo con continui flashback. A tratti la vera protagonista del racconto sembra essere proprio l’eroina, motore unico della giornata di quasi tutti i personaggi che si affacciano nella storia, ma la “roba” è per Paz un modo di attualizzare il disagio, per rendere universale il suo messaggio.
La lingua è piena di neologismi e suona musicale nel senso e nei rimandi. Il tono varia continuamente, rivelando tenerezze inattese e altrettanto inattese crudeltà in un continuo allargare il campo con citazioni e omaggi culturali. Un testo tanto potente di suo da avere ispirato due diverse letture teatrali.
Il tratto è ricco ma irregolare, con una discontinuità quasi voluta, ricercata. In ogni caso funzionale al racconto. La critica si è accapigliata su questa ostentata indifferenza per la forma, mal digerendo i fogli quadrettati che l’autore usava al posto dei classici F4. Altri hanno visto in questa scelta un modo per rendere l’impatto del racconto ancora più immediato e potente. Andrea, invece, non aveva dubbi al riguardo: quadretti e fogli a righe rappresentavano l’evidenza del suo disegnare un diario, tanto da lasciare sulle tavole originali indicazioni a chi avrebbe “lavorato” il libro di non cancellarle in alcun modo. Con i quadretti anticipa alcuni elementi della Street Art, applica al fumetto quello che il cinema andava sperimentando con la steadycam dopo l’intuizione di Kubrick in Shining: l’avvicinamento al personaggio attraverso soluzioni tecniche innovative. Come se i “quadretti” prendessero il lettore per mano e lo guidassero nel mondo segreto di Pompeo.
Sfogliando le quasi 130 pagine del volume si ritrovano i totem culturali di Paz (da Borges a Majakovskij passando per Paperoga) ma anche tante persone che hanno condiviso un pezzo di strada con lui. Una galleria di citazioni e passaggi autobiografici che guidano il lettore in un percorso sempre più oscuro e angoscioso. Fino alla drammatica conclusione.

“Gli ultimi giorni di Pompeo” esce a puntate su Alter Alter a partire da aprile del 1985 e viene pubblicata in volume dagli Editori del Grifo nel 1987, perché nel frattempo i rapporti con Milano Libri si sono definitivamente interrotti per contrasti insanabili, tanto da impedire la pubblicazione della conclusione della storia su Alter Alter. Dietro la decisione il timore di raccontare una storia troppo dura in un momento in cui l’Aids – sindrome all’epoca molto diffusa fra i tossicodipendenti – stava esplodendo in Italia.

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EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Fandango Libri, Roma 2010

  • Pubblicato in Monografie

Le straordinarie avventure di Pentothal

Milano Libri, Milano 1982 e 1989.

“Le straordinarie avventure di Pentothal” è l’opera prima di Andrea Pazienza, un esordio dirompente. La storia esce a puntate su Alter Alter nel 1977 e fin dalla prima parte testo e disegni raccontano «l’autobiografismo narcisistico e il ritratto politico di una città (Bologna, ndr), il privato sfacciato e il pubblico scandaloso», come ebbe lucidamente a sintetizzare Oreste Del Buono, a cui ne dobbiamo la pubblicazione.
Alter Alter era la rivista sorella di Linus, messa in piedi da Odb per raccogliere i lavori più originali e innovativi della nuova generazione di fumettisti italiani, quelli che su Linus non avrebbero trovato spazio. E la sperimentazione grafica e narrativa de “Le straordinarie avventure di Pentothal” rivela tutto il talento di questo ragazzo di soli 21 anni, sbarcato a Bologna dal Mezzogiorno per studiare al Dams. E proprio delle avventure di uno studente del Mezzogiorno sbarcato a Bologna per studiare al Dams racconta questo volume, che vuole essere un’autobiografia scardinando la struttura dell’autobiografia; un reportage rovesciando le regole del giornalismo. La sua condizione di studente fuorisede è importante, perché Pazienza in quegli anni era parte di tutto quello che succedeva a Bologna ma ne veniva anche escluso. Era evidente la differenza con chi a Bologna c’era nato e cresciuto.
Il protagonista, Andrea-Pentothal, vive la città e con quel misto di indolenza e voglia di esserci comune a tutti gli studenti fuorisede e Pazienza descrive minuziosamente e con la stessa attenzione il microcosmo di un ventenne e gli eventi politici di un periodo storico di particolare importanza che interagiscono in un caleidoscopio di immagini vorticose e ricchissime. Un racconto che si nutre della cronaca di tutti i giorni, al punto che Pazienza, per fare un esempio, sostituisce l’ultima tavola della prima uscita su Alter (il numero di aprile 1977) per poter inserire un riferimento all’uccisione dello studente Francesco Lorusso da parte della Polizia durante i disordini che scoppiarono a Bologna nel marzo dello stesso anno. La sovrapposizione fra realtà e finzione è definitiva.

F.Graziadio

EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Fandango Libri, Roma 2010

  • Pubblicato in Monografie

Zanardi

Primo Carnera Editore, Milano 1983.

Massimo Zanardi è il personaggio più noto fra tutti quelli usciti dalla matita di Andrea. In una intervista uscita su Linus nel 1981 Paz lo presenta così: «La caratteristica principale di Zanardi è il vuoto. L’assoluto vuoto che permea ogni azione». Un buco nero della coscienza dal viso spigoloso e dal naso sempre più adunco con il passare degli anni. Nella “sua” Bologna, “Zanna” è lo studente ripetente del liceo scientifico Fermi. I suoi inseparabili amici sono Sergio “Pietra” Petrilli e Roberto “Colas” Colasanti, ma definirli amici è forse eccessivo - tra di loro non corre traccia di umano sentimento - Più opportuno chiamarli compagni di avventure.
Nella stessa intervista Andrea traccia il confine fra la sua produzione precedente e quella che prende il via con Zanardi: «Voglio ritrovare quella matematica che mi è mancata all’inizio. E’ quest’assenza in fondo che mi ha permesso di fare Pentothal, ma ora me ne devo assolutamente discostare». E così quanto in Pentothal era onirico, discontinuo, emotivo come un ininterrotto flusso di coscienza, viene ordinato da Paz in modo del tutto nuovo. Con risultati che conquistano il pubblico.
Zanna, per molti un vero e proprio alter ego di Andrea, è un personaggio tragico e, a parte alcune storie dell’ultimo periodo, tragiche sono tutte le sue avventure, dove il nichilismo del protagonista apre scenari di droga e violenza sempre più cinici e crudeli.

La prima apparizione di Zanardi è su Frigidaire, che nel marzo del 1981 pubblica “Giallo scolastico”, seguono “Pacco”, “Verde matematico” e via via le altre, in tutto saranno 17, uscite su Frigidaire, Corto Maltese e Comic Art. La prima raccolta di storie di Zanardi è invece del 1983, per i tipi della Primo Carnera Editore. Ne fanno parte “La proprietà transitiva dell’uguaglianza” (disegnata per l’occasione), “Giallo scolastico”, “Pacco” e “Verde matematico”. Nel volume entra anche “Giorno”, dove non appare Zanna ma che sembra fare da esperimento e prologo alla svolta impressa da Andrea alla sua arte in quel periodo, complici le lezioni sul cinema seguite al Dams.

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EDIZIONI SUCCESSIVE

  1. Editrice Comic Art, serie Grandi Eroi n.20, Roma 1988
  2. Editori del Grifo, Montepulciano 1993 e 1994
  3. Baldini e Castoldi, Milano 1997
  4. Baldini e Castoldi, Milano 1998
  5. Fandango Libri, Roma 2008
  6. Fandango Libri, Roma 2008
  7. Fandango Libri, Roma 2013

 

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Lost and found

Piccoli e grandi misteri dell' opera di Paz

KEITH HARING A CASA DI ANDREA PAZIENZA
Ci scrive Alessandra Iaia : “anni fa acquistai da una nota galleria di Trieste il quadro in foto, e’ un disegno di Keith Haring , pennarello su plastica , che ritrae due coniglietti che si annusano .
Sono molto legata a quest’opera perché ha una storia che il gallerista mi ha scritto nell’autentica: fra il 1982 ed il 1983 , Keith Haring soggiorno’ per un lungo periodo a Bologna, abitando nell’abitazione di Pazienza, dove realizzo’ per un’amica di Pazienza ( Patrizia M. ) il curioso soggetto di due coniglietti che si annusano.
Qualche anno dopo questo pennarello di Haring fu regalato da Patrizia ad un collezionista del triveneto dicendogli che esiste anche una foto che ritrae l’artista nell’atto di disegnarlo .”
Saremmo felici se qualcuno avesse questa foto da inviarci, oppure altri pezzi di questa storia da raccontarci.

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Pazienza visto da Piersanti

Approfondimento della rassegna stampa
PAZIENZA VISTO DA PIERSANTI
a cura di Andrea Brusoni e Michele Ginevra
Autore di una decina di romanzi (uno di questi vincitore del Premio Viareggio nel 1997), traduttore, soggettista e sceneggiatore per cinema e fumetto (“Stigmate” e “Anonymes” di Lorenzo Mattotti), Claudio Piersanti è un altro personaggio che ha frequentato l’ateneo felsineo nello stesso periodo di Pazienza e di altri due scrittori che affondano le proprie radici nell’humus del ’77 e che seguono le lezioni di Gianni Celati al Dams: Palandri e Tondelli (anche se nelle opere di quest’ultimo la continuità culturale col Movimento risulta interrotta).Nell’archivio del Centro Fumetto di Cremona figura una sua breve intervista raccolta da Massimo Raffaeli sul Manifesto del 12 luglio 1995, in occasione della mostra “Lo spettacolo di Andrea Pazienza” ospitata nella Mole Vanvitelliana di Ancona. Piersanti racconta di come conobbe Paz e di alcune amicizie e frequentazioni in comune: in effetti a Bologna in quegli anni alcuni luoghi erano veramente dei porti di mare dove facilmente ci si incontrava e confrontava, come la casa di Bifo in via Marsili e la Traum Fabrik in via Clavature. Paz viene tratteggiato come un’artista dalla forte abilità narrativa, dotato di una grande sensibilità. Nell’intervista viene citato l’amico comune Claudio Lolli, cantautore bolognese militante, il cui disco “Antipatici antipodi” (Emi, 1983) reca in copertina un disegno di Pazienza e all’interno una canzone, “Non voglio mettermi il pigiama”, su testo di Piersanti.
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Stefano Benni

Stefano Benni, scrittore, poeta e drammaturgo, è uno degli intellettuali italiani che fin da subito hanno sempre dichiarato la propria ammirazione nei confronti del genio e della persona di Pazienza.
L'autore bolognese ha raccontato in pubblico le qualità di Pazienza in più occasioni e ha portato in scena “Pompeo”, uno dei capolavori più importanti della sua opera.
L'Archivio Pazienza del Cfapaz possiede le riproduzioni di due articoli significativi di Benni, che denotano un affetto speciale per Andrea. L'amicizia non intacca però la lucidità dell'analisi. I due articoli sono datati in due momenti diversi: il periodo immediatamente successivo alla morte dell'autore e il 1997, nove anni dopo.
Il primo, intitolato “Onore a Paz”, è un breve intervento pubblicato sul numero di luglio e agosto de “Il Picchio Rosso”, testata sanseverese. Si tratta di un ricordo doloroso, ma acuto, dell'amico appena scomparso. Il testo è costruito in tre passaggi: autocitazione di apertura, rievocazione aneddotica, morale conclusiva. La vita di Pazienza è stata talmente intensa e significativa che, come vedremo spesso, molti commentatori riescono a proporre azzeccate chiavi di lettura, pur con riferimenti diversi. Per esempio gli aneddoti, praticamente infiniti, che anche nel caso di quelli citati da Benni, testimoniano l'imprevedibilità e la profondità dell'autore. La conclusione è profetica: <<Onore a un piccolo, grande Maestro del disegno e della scrittura moderna italiana. Adesso e tra duecento anni. Scommettiamo?>>
Non sono ancora passati duecento anni, ma già il secondo articolo “Pippo e Caravaggio nella giungla di Paz”, pubblicato sul numero de Il Manifesto del 14 ottobre 1997, offre una prima conferma della profezia: Pazienza non solo non è stato dimenticato, ma è continuamente protagonista di mostre ed eventi, in questo caso la grande personale dedicatagli dal Comune di Bologna presso il Palazzo Re Enzo. Essere recensiti dalla penna fluida ed evocativa di Benni non è da tutti. L'opera di Pazienza è aggettivata con riferimenti ai geni più diversi e disparati: Leonardo, Bosch e... il disneyano Carl Barks! Si preavvisa il lettore anche in merito ai quadri giovanili, straordinaria produzione in grado di convincere anche i più scettici. Alla fine, lo scrittore manifesta il sentimento che in tanti provano. Pazienza manca, e questo fa soffrire, il suo lavoro manca... Ma questa circostanza spinge Benni a dichiare importante questa sensazione di privazione, anzi miracolosa! Pazienza <<...non è solo mettere un mito su una maglietta...>>, ma è anche un corpus artistico e narrativo in grado di parlarci ancora oggi, quasi trentanni dopo la sua scomparsa.

Michele Ginevra
  • Pubblicato in Paz l' artista

Biografia

Biografia

Andrea Pazienza nasce a San Benedetto Del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, il 23 maggio del 1956. Il padre Enrico Pazienza insegna Educazione artistica e la madre Giuliana Di Cretico Educazione tecnica. La famiglia vive a San Severo, in provincia di Foggia, dove Andrea scopre il disegno e sperimenta il suo talento. «Il mio primo disegnino riconoscibile l’ho fatto a 18 mesi – dice su Corto Maltese di novembre del 1983 – Era un orso. Questo testimonia quanto era forte in me il bisogno di disegnare». Ha solo dodici anni quando si trasferisce a Pescara per studiare. Qui prende il via la sua carriera, sia per la realizzazione dei primi fumetti che per le frequentazioni artistiche che lo portano a esporre prima e a diventare poi, giovanissimo, cotitolare della galleria “Convergenze”, frequentata da pittori e intellettuali della città abruzzese. A Pescara nasce anche l’amicizia con Tanino Liberatore Sbarca a Bologna nel 1974 per iscriversi al Dams, ma sarà subito completamente assorbito dal lavoro di fumettista e non si laureerà mai. Un solo esame lo separa dal traguardo, ma lui non se la sente di affrontare Umberto Eco passare “Estetica”.La frequentazione degli ambienti universitari, specie degli studenti fuorisede che si raccolgono a Bologna da mezzo Paese, sarà però il brodo primordiale da dove prenderà la maggior parte dell’ispirazione artistica. Quel mondo caotico e scalcinato fatto di politica ed esplorazioni sessuali, discussioni interminabili e pasti saltati diventa la scenografia all’interno della quale Andrea muove i suoi personaggi.
L’Italia si accorge di lui nel 1977, quando la rivista Alter Alter pubblica “Le straordinarie avventure di Pentothal”. E’ un successo inatteso e clamoroso, Pazienza diventa il punto di riferimento del Movimento studentesco bolognese che si riconosce in quelle tavole e stringe amicizia con i principali artisti della scena fumettistica di quegli anni. Sempre nel 1977 entra a far parte della rivista Cannibale – fondata da Stefano Tamburini e Massimo Mattioli – dove si presenta con Filippo Scozzari e chiama Tanino Liberatore. L’attività di fumettista diventa sempre più il centro della sua vita. Tutto ruota intorno all’urgenza di raccontare che travolge un gruppo che passa da Cannibale a Frigidaire passando per Il Male.
Sono gli anni della sperimentazione e della satira. Andrea diventa sempre più famoso e ricercato. A marzo del 1981 Frigidaire pubblica “Giallo scolastico”, dove fa la sua prima apparizione Zanardi, e la sua popolarità esplode, creando anche qualche piccola gelosia con gli altri artisti del gruppo. Andrea viene coinvolto in collaborazioni di ogni genere e saggia le sue capacità espressive con altri strumenti come la pubblicità, i poster, i calendari, i dischi… Tutti vogliono un disegno di Andrea Pazienza.
Paz inizia anche ad insegnare, a Santa Cristina di Gubbio dove sorge la Libera università di Alcatraz coordinata da Jacopo Fo e poi a Bologna. Qui sorge la scuola del fumetto “Zio Feininger” dove tiene lezione insieme a Igort, Daniele Brolli, Magnus, Lorenzo Mattotti, Silvio Cadelo e tanti altri.
Sono anni di attività inarrestabile, anche a causa dell’eroina che è entrata nella sua vita e succhia i suoi guadagni. Andrea sforna storie e vignette a una velocità impressionante, tutto senza interrompere la sua attività di pittore e senza rinunciare a collaborazioni con il mondo della grafica pubblicitaria, del cinema, del teatro. Realizza anche cartoni animati e videoclip. Nel 1983 Francesca Alinovi organizza la rassegna “Registrazione di Frequenza” presso la Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna ed ospita le opere di Andrea e del gruppo Valvoline: è la prima volta che il fumetto raggiunge in Italia una simile considerazione artistica. Poi espone anche presso la galleria milanese Nuages e alla mostra “Nuvole a go-go” nel Palazzo delle Esposizioni di Roma.
A settembre del 1984 lascia Bologna per trasferirsi in Toscana a Montepulciano, in provincia di Siena, ma continua a percorrere l’Italia in lungo e in largo per la sua inesauribile spinta creativa. Inizia a collaborare anche con Linus, crea Frizzer con la solita banda, disegna per Tempi Supplementari, Tango, Zut. Pubblica su Comic Art. A Roma, nel giugno del 1985, conosce Marina Comandini, che nel 1986 diventerà sua moglie e si trasferirà in Toscana con lui.
Negli ultimi anni Andrea Pazienza viaggia e lavora senza sosta. Fumetto, illustrazione, grafica. Ma anche teatro e cinema, con Roberto Benigni che non lo accredita fra i collaboratori per “Il piccolo diavolo” ma poi gli dedica il film. A Montepulciano nascono il romanzo grafico “Pompeo”, che tanto ci dice di lui, così come Astarte e alcune delle sue storie più importanti, e a Montepulciano trova la morte, nella notte del 16 giugno 1988.

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